Di quando rimani incinta e il 90% degli amici sparisce

Non ho mai capito se questo è un fenomeno diffuso o se è capitato solo a me ma stasera mi girano le palle (si può dire? Beh ormai…) e riflettevo su questa spina nel fianco.
In generale nella mia vita non sono stata granché “fortunata” con le amicizie. Forse non so essere una buona amica, forse non ho incontrato le persone giuste, forse semplicemente è normale perdere per strada qualcuno, fatto sta che non ho molti amici.
Ci sono quelli che appena hai uno straccio di uomo per le mani, che non sembra un coglione e loro sono single, ti chiamano ogni 10 minuti per organizzare qualunque tipo di attività che 3 mesi prima nemmeno si sognavano e se per 2 volte di fila gli dici che avresti già un impegno, ti propinano il “ecco lo sapevo, sei una palla, basi la tua vita su un uomo, complimenti per la superficialità e non venire a piangere da me quando ti mollerà come una scoreggia al vento.”

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Qui fa schifo

Dopo:
aver dormito si e no 4 ore stanotte, grazie ad Ale e alle sue contorsioni di dubbia entità e causa;
aver fatto circa 3 lavatrici in stecca;
aver considerato con immensa tristezza di doverne fare ancora almeno altre 6 prima di smaltire 15 giorni di allegria marittima;
aver pulito tutta casa in un attimo di delirio compulsivo da ambiente sano e pulito;
aver montato 9 volte (N-O-V-E) la pista del trenino dei Piselli per poi vederla distrutta appena inserito l’ultimo tassello;
aver rimediato un pranzo da ultimo minuto ché nel delirio compulsivo di cui sopra nessuno si era accorto che era mezzogiorno;
aver considerato che il tempo atmosferico della pianura Padana dovrebbe essere annoverato tra i flagelli di Dio assieme alle cavallette;

io e MegaManager abbiamo deciso che passeremo il resto della giornata ad ingozzarci di torta margherita, lasciando pascolare liberamente i Piselli per casa.
D’altronde il rientro dal mare fa sempre schifo a tutti ed è sempre molto difficile.

Ecco la ricetta:

ingredienti
4 uova
150 gr di zucchero
200 gr di burro
100 gr di fecola di patate
100 gr di farina 00
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina oppure scorza di limone
Zucchero a velo

preparazione
Sbattere le uova con lo zucchero fino ad amalgamarle bene, far sciogliere il burro e aggiungerlo al composto mescolando (io uso le fruste elettriche).
Mescolare le due farine con il lievito e la vanillina o la scorza del limone grattugiata, a seconda dei gusti.
Unire all’impasto e mescolare fino ad ottenere una pasta liscia.
Foderare una tortiera di carta forno e versare l’impasto.
Cuocere in forno a 180 gradi per 30/40 minuti.
Una volta tiepida, spolverate la torta con zucchero a velo.

Sarebbe una torta da colazione diciamo ma ci si mette pochissimo a prepararla e piace più o meno a tutti, soprattutto ai Piselli.

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Quando non riesci ad essere slow

Oggi è una di quelle giornate.
È venerdì, iniziano le ferie del MegaManager, fra poco andremo al mare, volevo postarvi il consiglio vino della settimana, MA.
Ho la testa stanca, è stata una giornata media, non ho vere scusanti, solo che oggi non sono riuscita ad essere slow.
Mi sono arrabbiata con Alessandro, ho urlato, mi sono trattenuta a stento dalla sculacciata esasperata, non ho voglia di stare con i bambini, vorrei trasferirmi a Granada a produrre gelato artigianale.
E mi sento in colpa.

Arriverà, madri, uno di quei giorni qui. Per tutte, prima o poi.
Verso sera tutto diventa più grande e sembra più brutto e meno sopportabile.
Avrei bisogno di una parola gentile, di una pacca sulla spalla.
Oppure riguardiamo tutti insieme Frozen per la duecentesima volta e semplicemente lasciamo che venga domani.