Quando la mamma non dorme

Anno nuovo, appuntamento fisso.
Giovedì, giorno della nostra psicologa Chiara che oggi ci dà una mezza sberla per svegliarci dai torpori delle vacanze di Natale.
Non vi dico niente prima, leggete e ditemi la vostra, dopo.

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Carissime mamme,

dopo anolini, panettoni, torroni e chi più ne ha più ne metta sono tornata!

Le feste non sono state solo occasione di scambio di auguri: quale migliore opportunità per osservare le dinamiche familiari ed educative delle coppie di amici e parenti???

Si, lo so, è deformazione professionale; ma da queste naturali osservazioni ho colto alcuni spunti per il primo post del 2015!

Dopo aver affrontato l’insidioso tema dell’addormentamento e dei risvegli notturni dei vostri piccoli mi sono chiesta: la mamma come vive gli arretrati di sonno? Quali vissuti accompagnano le sue giornate? Ne risente la vita di coppia?

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Tutto quello che nessuno ti ha mai detto sul sonno di tuo figlio: cosa fai quando si sveglia di notte?

Giovedì è giorno della nostra Chiara.
La settimana scorsa ci ha introdotto al magico mondo (si fa per dire…) dei risvegli notturni.

Sì, ok, appurato che mio figlio si sveglia di continuo….io che faccio?

Ecco qualche suggerimento della nostra psicologa.

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È estremamente difficile consigliare delle “tecniche” standard: ogni intervento andrebbe individualizzato sulla singola diade genitore-bambino.

Tuttavia è possibile adottare alcune buone norme.

− Se il bambino comincia a piangere o a chiamare non precipitatevi subito, ma aspettate valutando l’intensità e la tipologia del pianto. Entrate con tranquillità nella stanza, non accendete luci forti e parlategli dolcemente. Quando andate vicino al bambino cercate di calmarlo con voce bassa, senza prenderlo in braccio.
Potete massaggiare dolcemente il suo pancino o la sua schiena. Mettetevi in ascolto del vostro bambino: aiutandovi con il vostro respiro create uno spazio di attenzione al qui ed ora, tra voi stesse e il vostro piccolo.
So che è difficile ma provate a lasciare fuori dalla stanza tutte le preoccupazioni legate a quello-che-dovrò-fare-domani-mattina, se-non-dormo-come-faccio-a-fare-quello-e-quest’altro, ecc.
Uscite poi dalla stanza quando il bambino non è ancora completamente addormentato.
Ad ogni chiamata successiva allungate progressivamente l’intervallo di tempo passando a 1 minuto, poi 2 minuti e così via, finché il bambino si addormenta da solo. La notte successiva raddoppiate il tempo di attesa e continuate così.

− Non diventate voi l’unico mezzo per farlo addormentare.

− Se necessario mettete una piccola luce e date la possibilità al bambino di controllare l’ambiente circostante.

− Non fatevi venire i sensi di colpa perché il bambino piange e voi non intervenite. Non creerete nessun trauma a vostro figlio!

− Se non è necessario non date da bere o da mangiare al bambino quando si sveglia: se di giorno fa dei pasti regolari non ha più bisogno di mangiare durante la notte. Inoltre la grande quantità di liquidi che alcuni bambini ingeriscono durante la notte, specie se a base di tisane, aumentano la diuresi ed il bambino si bagnerà più spesso e tenderà a svegliarsi!

− Se il bambino è ancora piccolo durante i pasti notturni interagite con lui, ma senza eccedere nei giochi! È bene separare le attività che fa di giorno da quelle che fa la sera o la notte, al fine di insegnare al vostro piccolo che la notte è fatta per dormire!

− I sonnellini diurni sono legati all’età del bambino. In ogni caso dovrebbero essere evitati i sonnellini diurni troppo frequenti e troppo lunghi, specie nelle ore serali.

− Aiutate il bambino ad associare il letto con il sonno, cercando di far addormentare il bambino nella sua stanza. Nel momento del risveglio il bambino si troverà in un posto che riconosce subito, evitando la sensazione di spaesamento.

− La temperatura della stanza deve essere mantenuta ad un livello confortevole (intorno a 20° C). Temperature troppo elevate disturbano il sonno!! Ricordate inoltre che il bambino non deve essere mai troppo coperto.

− Il letto non deve essere troppo grande, il bambino spesso va a cercare un bordo per appoggiarsi.

− Instaurate una routine dell’addormentamento.

dott.ssa Chiara Rainieri
Psicologa clinica e dello sviluppo
http://www.chiararainieripsicologa.it
info@chiararainieripsicologa.it

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Io avrei solo da aggiungere:
TENETE DURO
Passa prima o poi, sul serio.
Una mattina sbarrerete gli occhi con un rigagnolo di luce che passa dalla finestra in preda all’ansia perché non potrete credere di aver passato la notte senza un richiamo, o cinque, o venti.
Non vi sembrerà vero e penserete alla tragedia, correrete nella cameretta e troverete un nano beatamente ancora russante.
Capiterà, ve lo giuro.

Se volete saperne di più sulla attività professionale della nostra psicologa, basta cliccare sul sito http://www.chiararainieripsicologa.it

Giovedì prossimo non vi prometto niente perché mi han detto che è Natale e giustamente anche Chiara avrà diritto a mangiarsi una fetta di panettone in santa pace ma presto mi ha promesso che ci parlerà della psicologia della madre che non dorme.
Perché, diciamocelo, chi lo ha provato lo sa quello che ti può portare un cronico deficit di sonno…

Stay tuned!

Tutto quello che nessuno ti ha mai detto sul sonno di tuo figlio: i risvegli notturni

Io amo dormire.
Sono una di quelle persone che riesce a dormire pressoché in qualunque circostanza: sul treno, se uno parla, in macchina, di pomeriggio, con la tv accesa, anche se non mi sento stanca.
Così. Per il gusto di farlo, proprio.

Quando mi è balenata l’idea di avere un figlio, ho messo in conto che le mie ore di sonno sarebbero drasticamente diminuite.
Quello che non avevo previsto era di QUANTO drasticamente sarebbero diminuite.
In una parola: non immaginavo nemmeno lontanamente che non avrei MAI più dormito in vita mia.
Per 20 lunghissimi mesi, mi sono coricata con l’angoscia: quando ci sarebbe stato il primo richiamo? Quanti ne seguiranno? Avranno fame? Avranno sete?
Sonno no di sicuro…
Controllavo in modo compulsivo l’ora sul cellulare.
Mezzanotte…
Dormi, Sam, forza perché fra 1 ora un piccolo succhiasangue invocherà un biberon e poi un altro succhiasangue vorrà giocare o mangiare o comunque non dormire. E tu ammazzerai qualcuno domani mattina, uno a caso. Il primo passante che incontri e ti augura buongiorno con quel suo sorriso di chi dorme beato e al calduccio tutta la notte.

Certo, avere due bambini e non uno di per sè comporta un aumento esponenziale delle possibilità di risveglio.
Ma io lo so che ci sono bambini che dal secondo mese di vita si fanno 6 ore di sonno filate, oooooh sì. E io odio le loro madri.

Scherzi a parte, degli effetti allucinogeni che la mancanza prolungata di sonno può scatenare in una povera madre, parleremo un’altra volta.
La psicologa oggi ci introdurrà alle dinamiche dei risvegli notturni….perché?
Quando si può parlare di insonnia?
Cosa posso fare per favorire il sonno di mio figlio?
Me lo sono domandata molte, moltissime volte….

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Tutto quello che nessuno ti ha mai detto sul sonno di tuo figlio: quando addormentarlo è un problema

Continua il nostro viaggio nel mondo intricato del sonno dei nostri bimbi.
Dopo averci dato qualche consiglio ben piazzato per un addormentamento sereno, oggi Chiara ci racconta la sua esperienza.

Come mi comporto se mio figlio rifiuta categoricamente di andare a dormire?
E se tutti i miei tentativi sembrano vani e la situazione degenera in urla, strepiti e ansia totale?

Anche alla nostra psicologa è successo e per di più in ambito lavorativo.
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Tutto quello che nessuno ti ha mai detto sul sonno di tuo figlio: i consigli della psicologa

Secondo appuntamento con la nostra dott.ssa Chiara Rainieri.
La settimana scorsa ci ha iniziate ad un percorso che a volte si rivela pieno di ostacoli e di punti di domanda: il sonno dei bimbi.

Quante volte noi mamme ci troviamo al parco giochi con le borse sotto gli occhi e tra uno sbadiglio e l’altro la domanda più frequente è sempre “ma il tuo dorme? Ma quanto? Si sveglia la notte? Come lo addormenti?”

Ecco allora i preziosissimi consigli della psicologa Chiara:

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