I nostri figli non sono impossibili

Le mamme sono divise in gruppi come le teenager.

Diventare madre è un po’ come vivere una seconda adolescenza. Dove prima vedevi una donna capace e intuitiva, ora vedi una pazza in preda al caos, una che va per tentativi, una improvvisata.

Ti sembra sempre di non essere mai abbastanza, ti senti sempre fuori posto, vestita male, coi capelli in disordine.

Ma sopra ogni altra cosa, ti senti sempre fuori dal coro.

Siamo tutte convinte di non essere madri talebane o madri perfette o madri degeneri, siamo sempre convinte di essere normali, l’eccezione che conferma la regola, quelle diverse.

E tutte ma proprio tutte, anche quelle che non lo ammetteranno mai, almeno una volta abbiamo pensato “mio figlio oggi è una piaga… è impossibile! che vuole ancora?! ma perché non mi lascia in pace?

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Creatività DIY, caldo africano e traslocare con due gemelli

Abbiamo parecchi problemi a gestire il caldo.

O meglio, abbiamo parecchi problemi a gestirci. Punto.

Quando uno trasloca ed è single, è tutto meraviglioso. Prima non lo sapevo e mi lamentavo dei 4 scatoloni e 3 valigie che mi sono trascinata per quasi 10 anni in giro per Bologna, da una stanza all’altra, una studentessa vagabonda.

Poi “metti su” casa e gli scatoloni diventano 10-15, giusto perché la nonna ti ha regalato quel set di asciugamani ricamati e la mamma ti ha gentilmente offerto i suoi strofinacci per asciugare i piatti così non li devi comprare.

Poi “metti su” famiglia e gli scatoloni diventano milioni. Sono come gli acari, ovunque. Di dimensioni variegate, si annidano in ogni angolo, fastidiosi, a volte li nascondi così bene ma sai che sono lì a metterti l’ansia del provvisorio, del nuovo che spinge per arrivare.

Questi periodi di mezzo sono micidiali. Non sei nè di qua nè di là, perdi vestiti, perdi lo scolapasta e lo spremiagrumi.

Perdi di vista bambini che tolgono cose dallo scatolone appena fatto oppure ne buttano dentro a caso e ti ritrovi con Saetta McQueen che ammicca in mezzo alla collezione di cd che non sai neanche perché la tieni se non hai più lo stereo da anni.

In tutto questo, ci sono 40 gradi e, appunto, due gemelli.

In tutto questo, che culo, ci sono tantissime attività DIY con cui occupare 4 piccole mani voraci.

La più gettonata di questi giorni è il trenino delle lettere.
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L’orologio che ci tiene in riga

Ultimamente i Cinni hanno avuto moti di ribellione sempre più marcati.

Hanno imparato a dire NO. Non solo a scuotere la testa ma finalmente anche a pronunciare queste due lettere semplici semplici ma dal significato pesante.

Non è ancora il momento del NO a tutto, è più un NO rivolto ai doveri.

Se di doveri vogliamo parlare.

Perché lavarsi le mani o mangiare nella mia testa sono catalogate sotto “daily routine” ma nella testa di un duenne suona come “che due palle devo fare una cosa che non sia lanciare di tutto in aria“.

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