Il lato oscuro di un inserimento riuscito: #parliamodiscuola

Vi ho per caso detto che i Cinni sono protagonisti di uno degli inserimenti più sereni e felici che la storia della Scuola dell’Infanzia possa annoverare?

Ecco.

Ore 8.45 – Santa Madre si dirige verso la scuola passeggiando lentamente e cantando canzoncine allegre che parlano tutte di una scuola fantastica lassù sulle colline, per mano due Cinni sorridenti e ciarlieri. Suona, entra, parcheggia Cinno Ale (che di norma manco si volta a salutare) nella sezione, percorre un corridoio e parcheggia Cinno Rici nella sua sezione (che di norma ha una bimbotta di 5 anni sulla porta che lo aspetta quindi addio madre).

Ore 8.50 – Santa Madre è già in macchina.

Vi sembra troppo bello per essere vero?

E infatti è così, signore belle. C’è sempre il risvolto poco luccicante della questione inserimento.

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Gli ultimi dei primi

Ogni madre che si rispetti (e che scarabocchia un blog) nelle ultime due settimane ha per forza scritto un post #backtoschool.
Se non lo ha ancora fatto è perchè, come me, il #backtoschool lo stava ancora aspettando con la bava alla bocca.
Un po’ schiumavo per il brivido di libertà, quella condizione di semilibertà vigilata (come l’ha definita benissimo la mia amica Lucia) in cui hai QUALCHE ora di tempo che tu definisci libero ma in che in realtà appena apri l’agenda/la porta di casa hai già capito che impiegherai per essere estremamente produttiva. Perchè adesso non hai più scuse.
Sì perchè prima potevi addurre ifinite scuse.
Il Cinno si sa che è per natura molesto, così che, 90 su 100, se tu stai caricando la lavastoviglie con zelo da chirurgo ….taaaac ecco il Cinno che puntualmente cerca di tagliarsi una vena col coltello sporco e quindi niente, chiudi tutto e riprova più tardi.
Sono certa che anche tu, madre, hai provato più volte a caricare la lavatrice in presenza di un Cinno e che l’impresa ti è sembrata parogonabile solo alla tela di Penelope…metti dentro una maglietta, Cinno tira fuori la maglietta, rimetti dentro la maglietta, Cinno ha rubato un calzino e un pantalone. Meglio darsi al girotondo.

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Le “P” cronache: this is the end

Santa Madre si ritiene fortunata.

Può benissimo affermare, con una certa cognizione di causa, che il periodo critico sia finito.

Certo, ancora si notano piccoli dettagli da perfezionare, ad esempio una certa ritrosia di Cinno Ale all’utilizzo del vasino, pannolini notturni, impossibilità di svuotarsi in qualunque luogo pubblico…ma queste risultano inezie di fronte alla chiara volontà di non rimettersi il pannolino ogni 3 minuti o al pavimento pulito per più di 4 ore di fila.

Santa Madre si sente una dea.

La dea del pavimento asciutto.

La dea col figlio che si lava e asciuga il vasino.

Dovrà ripristinare in agenda l’uscita al parco in mezzo alle madri-iene almeno una volta, solo per vantarsi finalmente di una qualità assurda del proprio figlio. Ma…anche no, ci sarà sicuramente quella che “mio figlio non solo si lava il vasino ma si lava pure il culo da solo”.

Desistiamo.

  

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Le “P” cronache: settimana 5

Santa Madre a rapporto.

Di questa settimana che cosa resterà? Gli anni 80.

Sì, perché questa settimana è stata un po’ un tuffo nel passato a ritmo di RadioCapital TV.

Cinno Ale proseguiva immutato il suo cammino di pisciante pazzo e sconclusionato fino ad un torrido venerdì, quando, il suddetto Cinno, si sveglia con 39 di febbre. Considerando che esternamente siamo arrivati a 35 gradi e lui di suo ne faceva pure 39,5, sulla sua coscia ci si poteva tranquillamente fare il barbecue.

  

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