L’amore ai tempi dell’asilo #2

“Mamma ho trovato una fidanzata”

“Ah, un’altra?”

“No Giulia”

“Non è più Giulia? Cioè l’hai cambiata?”

“Sì, mamma, perchè Giulia è monella e mi tratta male”

“Beh, allora hai fatto bene…e come si chiama questa nuova?”

“Anita. Perché Anita è bella, gentile e dice sempre grazie”

“Pure educata!”

“Sì mamma, è quella. E poi non mi picchia mai”

“…eh…sarebbe il minimo sindacale ma…”

Nella conversazione avvincente si inserisce Cinno R.

“Anche Alice non mi picchia. Nemmeno gli altri due”

“…in che senso? gli altri amici?”

“No, gli altri fidanzati”

“Ha 3 fidanzati? tu e altri due?!”

“Beh sì mamma, da solo non ce la faccio”

Chi ben comincia, è a metà dell’opera…

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Ipse dixit: un papà, un progetto

Che l’infanzia sia la stagione delle perle lo sappiamo tutti noi genitori che giornalmente almeno un paio di volte ci ritroviamo piegati in due dalle risate dopo l’ennesima elucubrazione mentale serissima dei nostri figli.

Piccole menti che hanno tutto il mondo da scoprire e che riescono a disarmarti con quattro parole ben piazzate.

La sincerità estrema con cui ti mettono davanti ai tuoi difetti e, a volte, anche ai tuoi pregi.

“Mamma, come sei profumosa!”

“Mamma, ma come hai i capelli? sembri lo stendino” (peccato non mi sia fotografata per darvi prova visiva dei celebri capelli a stendino…)

Un vero peccato non lasciare traccia delle migliori uscite dei nostri figli.

Ci ha pensato un giovane papà che ha lanciato un progetto: una raccolta di chicche verbali nata come un gioco fra genitori, amorevolmente divertiti, ma consapevoli al tempo stesso che in futuro l’archivio di ipse dixit divertirà anche i loro figli ormai cresciuti.

Un progetto in crowdfunding, un gioco ma anche un sogno che sta per diventare realtà.

Per la pubblicazione su larga scala, manca pochissimo e possiamo aiutarlo qui: Ipse dixit

Seguitelo anche su FB!

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L’amore ai tempi dell’asilo

“Papà, mi piace una femmina”

“Ah, bene. E chi è?”

“Eh?”

“Dico….chi è? come si chiama?”

“Giulia”

“Giulia…bene….ed è in classe con te?”

“Sì, è bella”

“aaaah è bella….ti piace, eh….e cosa fate assieme?”

“Niente.”

Santa Madre si intromette in questo ameno momento padre-figlio (sì, lo so non si fa)

“Come niente? Ma non giochi con lei? …non le parli?”

“No, è la mia fidanzata.”

“Giocate assieme?”

“No, non vuole.”

“Mh, state vicini a scuola?”

“No, lei scappa.”

“Una fidanzata con cui non parli, non giochi e che scappa. Ma lei lo sa che è la tua fidanzata?”

“No, perchè?”

“Perché di solito bisogna chiedere prima…uno chiede e dice – vuoi essere la mia fidanzata? – e poi si aspetta la risposta, di solito. Metti che lei non vuole essere la tua fidanzata? che fai? ti fidanzi da solo?”

“Eh?”

“Dico….glielo hai chiesto?”

“No, perchè io non lo sapevo.”

“Va beh, magari chiedi la prossima volta…”

“Ma no mamma, fa lo stesso. La guardo solo un pochino.”

#èquestionedisguardi

#poeticadellosguardo

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Il decluttering dei contatti di una mamma

C’è chi a primavera fa le grandi pulizie di casa e chi, come me, quest’anno ha deciso di fare decluttering tra i contatti, i cosiddetti amici, che di amici non hanno nemmeno l’allure.

Sì, perché come avevo già raccontato, ho un rapporto conflittuale con l’amicizia in senso lato, soprattutto da quando sono diventata mamma.

Sarà che mi devo concentrare sulle cose fondamentali visto che il tempo si è ridotto all’osso e a volte manco quello mi rimane.

Sarà che ormai ho 30 anni e molti progetti, i più importanti dei quali sono due ricciolini biondi ma ci sono anche nuove strade da seguire in ambito professionale, molti salti nel vuoto da fare e tante energie in più da dover spendere.

Sarà che di sentimenti negativi non ho più voglia di circondarmi e punto alla qualità piuttosto che alla quantità.

E allora elimino qualche categoria di pseudo-amici, ignoro, non cerco più, non rispondo.

E sono sicura che ne avrete delle belle da raccontarmi anche voi.

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