Le migliori App per mamme incasinate

Le mamme, si sa, non si fermano mai.

Anche sui gomiti, non rinunciano a nulla e si ritrovano con la febbre a 38, in macchina verso l’asilo e poi via per una sessione di nuoto pre-ufficio e una riunione imperdibile alle 10.

Estremizzo ma mica poi tanto.

La sottoscritta della mia vita precedente, quella prima che decidessi di darmi una bella calmata, incastrava appuntamenti ed incombenze stile tetris, con un massimo di 10 minuti di bonus. Nemmeno il medico di base arriva a tanto.

Con la maternità tutto si incasina, si sa, le cose da fare aumentano in modo esponenziale, l’agenda non sai nemmeno più dove sia…forse sotto i pannolini…ma diciamolo…c’è chi nasce già parecchio incasinato di suo. 

Alzate le mani, siamo in tanti.

Eccovi allora una bella lista di App imperdibili e gratuite per organizzarsi la vita, prendersi qualche spazio e ritagliare momenti di serenità.

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Cerchi una babysitter? La rete ti dà una mano

Ebbene sì.
Non si può sempre fare tutto da sole.
Nidi d’infanzia, baby parking, centri giochi e chi più ne ha più ne citi.
È un boom in questi anni, tante mamme lavorano e hanno bisogno di ambienti sicuri e affidabili dove far sentire il proprio bimbo a casa.
Una seconda casa. Vero.
È vero anche che una mamma che non lavora come me, può aver bisogno di pagare una bolletta in santa pace, di andare dal dentista, di un’ora d’aria, del parrucchiere.
Siamo ancora essere umani di sesso femminile sotto questa crosta di muco, omogeneizzato e bava infantile.
Se poi ti spacchi un ginocchio, sei costretta alle stampelle e hai due gemelli, figurati.
Se poi non hai i nonni adorati a disposizione h24, figurati.

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Io sto con Estevill, più o meno

Sarà che stamattina mi sono svegliata dopo un “pisolino” di qualche ora grazie a lamenti continui notturni dei Piselli di non specificata natura.
Hai sete, amore?
Hai fame?
Ti fa male il pancino?
Hai fatto un brutto sogno?

Al millesimo gne, gne senza risposta, gliel’ho data su come si dice a Bologna.

Sarà che il primo post che ho letto è stato quello di Lucia e mi sono venuti i brividi.

Sarà che io ho sempre e solo conosciuto genitori cazzitua con bimbi finti, a livelli quasi comatosi, mangio-dormo-mangio-rutto-dormo e avanti così per ore e ore.

Fatto sta che mi sono decisa a parlare del tanto amato/odiato metodo Estevill.
È l’argomento preferito delle mamme, dopo il “quanto mangia”.
Non potete non averne sentito parlare.
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Il menu settimanale: perché ci piace

Di recente mi sono resa conto che sto facendo un gran casino con il cibo.
Non sono una super cuoca (a me piace cucinare solo i dolci, quel profumino di torta appena sfornata mi da una soddisfazione…) ma dopo 10 anni fuori casa, sono passata dalla pasta con pomodoro crudo e freddo a fette (!) della studentessa fuori sede, a un filetto di maiale all’aceto balsamico della casalinga disperata.
Niente di esaltante.
Insomma che alla fine mangiamo sempre le stesse cose, a rotazione, facili e veloci. Ci poteva anche stare finché a tavola eravamo in due adulti, entrambi lavoratori 12 ore al giorno.
Ora che un lavoro non ce l’ho, che i bambini sono due e da nutrire in modo decente, che mi sono stufata di sprecare cibo, mi sono data da fare, da brava rezdora e ho cercato in rete.

Svolta: il menù settimanale.
Lo so, starete pensando una delle seguenti cose:
È una palla prepararlo
Non lo seguirò mai, data la mia naturale incoerenza
È roba da collegio
Sul serio esiste qualcuno che ha un menu settimanale e lo segue?!
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Come scegliere il passeggino doppio

La scelta del passeggino è sempre una sfida, anche quando di figli ne hai uno.
Parte subito la ricerca della perfezione, che poi in realtà tu non ne sai un bel niente di passeggini, come di tutto il resto che riguarda un neonato d’altronde, che ti lasci consigliare da amiche e parenti, che leggi quei 20-30 forum di mamme.
Io sono stata fortunata perché quando ho scoperto di aspettare due gemelli, una cara amica di famiglia si è subito attivata e mi ha recuperato un’infinità di cose e il resto lo ha fatto mia zia, passandomi di tutto e di più usato dai mie cugini.
Mi sono ritrovata già con un passeggino gemellare stile “treno” come l’ho rinominato, cioè in linea retta, della Peg Perego. Inutile dire che sono finita a comprarne uno leggero sempre della Peg Perego, con le sedute affiancate, appena i bimbi sono stati in grado di rimanere seduti bei dritti.
Ciascun modello ha i suoi pro e i suoi contro. Non sono certo onnisciente in materia ma penso che alcune di queste considerazioni possano essere utili per la scelta.

Il treno

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– perfetto finché i bambini stanno nell’ovetto. Si staccano dal telaio, si caricano in auto attaccandoli agli appositi agganci e nel baule vi trovate il minimo ingombro (del telaio appunto) e soprattutto avrete impiegato 2 minuti per l’operazione!

– passa da quasi tutte le porte. Ha più o meno l’ingombro di un passeggino singolo solo molto più lungo 🙂 non dovreste avere problemi nemmeno alle casse del supermercato, se dovete fare la spesa da sole con i bimbi.

– normalmente ha ruote abbastanza grandi, si guida benissimo in caso di trekking (tutta la mia solidarietà), buche, va da dio anche in spiaggia.

– è molto modulabile. Le sedute di solito si possono posizionare in vari modi: entrambi i bimbi guardano la mamma, entrambi guardano il mondo, si guardano a vicenda…

– non entra in nessun ascensore. A meno di quello per le lettighe dell’ospedale, provare per credere.

– quando i bimbi non entrano più nell’ovetto, nel baule dell’auto oltre al telaio vi troverete anche le sedute. Ogni volta il passeggino va smontato e se avete la macchina piccola, siete fritti.

– il modello che ho testato io (quello nella figura sopra) Peg Perego, era dotato di una specie di volante ma appena i bimbi sono cresciuti di peso, è diventato praticamente ingovernabile. So che ne esistono di modelli più easy tipo questo:

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ma non ne ho esperienza….qualcuno ce l’ha?

il modello affiancato

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– è leggerissimo da manovrare anche quando i bimbi iniziano a pesare.

– l’ingombro in auto è minimo. Normalmente questi modelli si ripiegano su se stessi e diventano schiacciatine!

– si lava molto più facilmente, non avendo imbottiture asciuga velocemente.

– passa dalle porte di tutti gli ascensori moderni…diciamo che potreste trovarvi in difficoltà con ascensori stile anni 60 ma per il resto siete a posto.

– non è il massimo per i neonati. È poco imbottito per l’inverno, conviene aggiungere un sacco apposito per il passeggino che protegga un po’ il bimbo dal vento ed eventualmente acqua.

– molti modelli hanno ruote piccole perciò dimenticatevi passeggiate in pineta, spiaggia, strade con buche…vi trovereste incastrati ad ogni dislivello.

– non passa da tutte le porte…niente spesa da sole se non alle casse veloci, lo shopping in 3 è a rischio e in generale mi è capitato più volte di dover far aprire portoni completamente per farmi passare.

A voi la scelta!

(n.d.r. Mi scuso con chi, oggi pomeriggio, avesse visualizzato questo post “monco”. Lo avevo scritto molto meglio, giuro, ma wordpress ha deciso di tagliarlo e pubblicarlo a metà ed essendo stata in spiaggia coi bimbi me ne sono accorta solo ora.)