Di quando il cosmo invia messaggi (neanche tanto) subliminali il cui contenuto è “vai a lavorare”

Mi arriva un whatsapp di mia madre (sì, mia madre mi ha avuta a 18 anni quindi manda whatsapp, faccine comprese, ha un cellulare più figo del mio e in generale sa usare il computer meglio di me).
Il messaggio conteneva una proposta di lavoro, giratagli da diosachi. Un lavoro che riguarda la mia vita precedente, quella in cui non ero madre di due gemelli.

Su Facebook, si scherzava tra amici, argomenti futili, arriva il rompicoglioni di turno: “Sam è ora che accendi il cervello e vai a lavorare”.

Navigo su qualche blog e tutte hanno un lavoro fighissimo, che svolgono a casa, per non perdersi nemmeno un rutto del proprio piccolo oppure hanno lavori così part time che non sapevo nemmeno potessero esistere.

E poi la chicca.

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I pisarei e fasö della nonna Carla

Siccome che è novembre e non settembre, mi sveglio e il cielo è grigio di quel grigio che solo la Pianura Padana può.
Siccome che oggi io e i Piselli andiamo a pranzo dalla mia nonna Carla che dovrebbe essere inserita nel patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
Siccome che ieri mi aveva già detto tutto quello che mangerò oggi, in tipico stile nonne d’Italia, ecco la mitica ricetta del giorno della Carla:

Ingredienti
Premessa: come ogni nonna vera che si rispetti, lei non sa cosa siano le quantità. Lei va a occhio, provate a fare la nonna vera per un minuto, a volte la sensazione è meglio della bilancia, giuro.

Pane vecchio (non più vecchio di una settimana)
Farina
Dado vegetale
Parmigiano
1 uovo

per il sugo di accompagnamento
Passata di pomodoro
Cipolla
Carota
Sedano
Fagioli borlotti

preparazione

Disponete a piramide il pane grattugiato su un ampio tagliere. È la quantità di pane che scegliete di mettere che determinerà il numero dei pisarei finiti.
Circondate la piramide con una striscia di farina e una manciata di parmigiano.
Mettere a bollire un pentolino piccolo di acqua nel quale scioglierete un pezzetto di brodo vegetale.
Con questo brodo dovete “scottare” il pane sul tagliere ossia bagnarlo senza farlo intridere di acqua.
A parte, in un angolo del tagliere, mischiate l’uovo intero con un po’ di farina, mischiandoli con le mani come ad ottenere una colla.
A questo punto mischiate tutto quello che avete sul tagliere, formando un panetto compatto.
Tagliate il panetto a pezzi e formate con le mani delle bisce dalle quali taglierete come dei gnocchetti. I pisarei appunto.
Schiacciateli leggermente con un dito e lessateli in acqua bollente fino a che non vengono a galla, significa che sono cotti e pronti per essere buttati in padella con il sugo.
Per preparare il sugo basta fare un trito di cipolla, carota, sedano e farlo rosolare in padella con un po’ di olio. Aggiungete la passata e i fagioli e “tirateci” i pisarei una volta bolliti.

 

C’è anche la versione con le erbette, la vera piacentina. Ma siccome noi siamo di Parma, dobbiamo sempre far tutto a modo nostro. Qualcuno ha decretato che siamo la capitale del cibo e noi ci comportiamo di conseguenza.
Ottimo se accompagnate con del pane abbrustolito, stile pugliese o toscano.
Chi è che non fa la scarpetta?
I Piselli lo hanno eletto cibo preferito a gesti, braccio steso e manina che va su e giù come a dire “vieni qua che ti mangio, ancora, ancora, ancora”.  È finita che praticamente glieli si cucinano anche con 35 gradi solo per vedere questo gesto. 🙂

Qui fa schifo

Dopo:
aver dormito si e no 4 ore stanotte, grazie ad Ale e alle sue contorsioni di dubbia entità e causa;
aver fatto circa 3 lavatrici in stecca;
aver considerato con immensa tristezza di doverne fare ancora almeno altre 6 prima di smaltire 15 giorni di allegria marittima;
aver pulito tutta casa in un attimo di delirio compulsivo da ambiente sano e pulito;
aver montato 9 volte (N-O-V-E) la pista del trenino dei Piselli per poi vederla distrutta appena inserito l’ultimo tassello;
aver rimediato un pranzo da ultimo minuto ché nel delirio compulsivo di cui sopra nessuno si era accorto che era mezzogiorno;
aver considerato che il tempo atmosferico della pianura Padana dovrebbe essere annoverato tra i flagelli di Dio assieme alle cavallette;

io e MegaManager abbiamo deciso che passeremo il resto della giornata ad ingozzarci di torta margherita, lasciando pascolare liberamente i Piselli per casa.
D’altronde il rientro dal mare fa sempre schifo a tutti ed è sempre molto difficile.

Ecco la ricetta:

ingredienti
4 uova
150 gr di zucchero
200 gr di burro
100 gr di fecola di patate
100 gr di farina 00
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina oppure scorza di limone
Zucchero a velo

preparazione
Sbattere le uova con lo zucchero fino ad amalgamarle bene, far sciogliere il burro e aggiungerlo al composto mescolando (io uso le fruste elettriche).
Mescolare le due farine con il lievito e la vanillina o la scorza del limone grattugiata, a seconda dei gusti.
Unire all’impasto e mescolare fino ad ottenere una pasta liscia.
Foderare una tortiera di carta forno e versare l’impasto.
Cuocere in forno a 180 gradi per 30/40 minuti.
Una volta tiepida, spolverate la torta con zucchero a velo.

Sarebbe una torta da colazione diciamo ma ci si mette pochissimo a prepararla e piace più o meno a tutti, soprattutto ai Piselli.

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Il menu settimanale: perché ci piace

Di recente mi sono resa conto che sto facendo un gran casino con il cibo.
Non sono una super cuoca (a me piace cucinare solo i dolci, quel profumino di torta appena sfornata mi da una soddisfazione…) ma dopo 10 anni fuori casa, sono passata dalla pasta con pomodoro crudo e freddo a fette (!) della studentessa fuori sede, a un filetto di maiale all’aceto balsamico della casalinga disperata.
Niente di esaltante.
Insomma che alla fine mangiamo sempre le stesse cose, a rotazione, facili e veloci. Ci poteva anche stare finché a tavola eravamo in due adulti, entrambi lavoratori 12 ore al giorno.
Ora che un lavoro non ce l’ho, che i bambini sono due e da nutrire in modo decente, che mi sono stufata di sprecare cibo, mi sono data da fare, da brava rezdora e ho cercato in rete.

Svolta: il menù settimanale.
Lo so, starete pensando una delle seguenti cose:
È una palla prepararlo
Non lo seguirò mai, data la mia naturale incoerenza
È roba da collegio
Sul serio esiste qualcuno che ha un menu settimanale e lo segue?!
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Comfort food: il tiramisù in 5 minuti

Dopo un lungo week end al mare, tra alti e bassi, sole e nuvole, crisi isteriche generali e qualche risata qua e là, non resta che darci al comfort food per ristabilire gli equilibri.
Ecco la ricetta speciale, si prepara in 5 minuti e va bene in tutte le stagioni….soprattutto in un’estate così poco estate! 😜

ingredienti

4 uova
500 gr di mascarpone (attenzione a prendere quello “da banco” perché otterrete quasi sicuramente una crema molto liquida…de gustibus, io preferisco una crema bella soda)
8 cucchiai di zucchero
1 caffè lungo
Savoiardi
Cacao amaro in polvere

preparazione

Inzuppate i savoiardi nel caffè e disponeteli uno a fianco all’altro fino a coprire il fondo di una teglia (va bene anche quella da forno usa e getta).
Mescolare con le fruste i tuorli con lo zucchero e aggiungere il mascarpone fino ad ottenere una crema liscia.
A parte montare a neve l’albume delle uova ed incorporarlo per ultimo alla crema, avendo cura di mescolarle dal basso verso l’alto per non “smontarle”.
Versare la crema nella teglia e coprire con un velo di cacao in polvere.

Si può congelare, se avete intenzione di mangiarlo fra qualche giorno.
Se non sapete resistere, come me, lasciatelo rassodare in frigo qualche ora e sarà subito pronto da servire a cena o a merenda.

Il bello è che se lo lasciate “riposare una notte” in frigorifero, domani sarà ancora più buono!
Enjoy

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