A Carnevale la solidarietà vale

Faccio molta fatica ultimamente ad esserci.
In generale.
In tutti gli ambiti della mia vita personale.

Perché dopo anni, il lavoro è tornato ad essere una priorità a cui tengo davvero.

Grandi progetti escono dalle valige dei sogni se solo uno ha il coraggio di aprirle, quelle benedette valigie.

Io le ho spalancate, ho tirato fuori tutto e gli sto facendo prendere aria.

Ed ecco uscire un gruppo di blogger e donne del web che si uniscono per le buone cause, i buoni progetti, la nostra bella città di Bologna.

Il primo a cui parteciperò, sia in veste di sostenitrice della comunicazione che in veste di Magic Teacher, è la Festa di Carnevale per lottare al fianco di Ageop.

Una giornata in maschera, tra laboratori e spettacoli, a sostegno di Ageop Ricerca: una grande festa di Carnevale in programma domenica 26 febbraio 2017 al Mercato Sonato, in via Tartini 3 (zona San Donato) a Bologna.
L’ingresso costa 5 euro per gli adulti ed è gratuito per i bambini.

L’intero incasso sarà devoluto alla campagna #LOTTOANCHIO2017 di Ageop (Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica), che ha l’obiettivo di raccogliere 30.000 euro per garantire un anno di cura a tre bambini ammalati di tumore e offrire a loro e alle loro famiglie ospitalità gratuita nelle case dell’Associazione.

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#diversamentevacanze: Bologna d’estate per i bambini

Le nostre #cacanze sono iniziate da quasi 2 settimane.
Quest’anno sono stata ottimista e non ho voluto iscrivere i Cinni a nessun campo solare, estivo, laboratorio e chi più ne ha più ne metta. Non perché non ce ne fossero, ce ne sono pure troppi, sintomo di quella solitudine genitoriale che mi trovo sempre più spesso davanti. Ormai i nonni disponibili h24 sono un lusso che pochi possono permettersi quasi quanto le vacanze di 3 mesi, miraggi.

Quest’anno è andata così perché nella mia testa da fricchettona, volevo offrire un’estate d’altri tempi ai Cinni, una di quelle dove ti annoi pure, perché è sano, perché in fondo ho bei ricordi di quando fissavo il soffitto alle 15,30 del pomeriggio stesa sul letto perché nonna voleva che mi “riposassi”, perché di tempo per correre dietro a qualcosa/qualcuno ne avranno.

Al mare, in attesa di agosto, ci si va il sabato facendo avanti e indietro dai Lidi Ravennati per la San Vitale: immaginatevi una scena da anni ’50. Macchina carica di cose e persone, km e km di campi, sole che ti acceca, fila interminabile di auto nella stessa condizione, famiglie una dietro l’altra tipo una mise en abime, tutte che tentano di raggiungere l’acqua stile oasi nel deserto. Semaforo, paesino, campagna, semaforo, autovelox, paesino, campagna. Avanti così per 1 ora e venti minuti.
Dentro all’auto, una madre che canta ininterrottamente per 1 ora e venti minuti nella speranza di intrattenere la prole, un padre che smadonna sottovoce per il 1256simo vecchino in canottiera che fa i 45 km/h in testa alla carovana e due Cinni che “adda un ghirasoglie, adda una macchinina ossa, adda il cielo blu, mamma siamo ‘rrivati? Adesso? Adesso? Adesso?

In fondo a noi piace così.

Il resto della settimana Santa Madre ha scoperto che Bologna offre parecchie alternative slow a chi rimane in città gran parte dell’estate.
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I nostri figli non sono impossibili

Le mamme sono divise in gruppi come le teenager.

Diventare madre è un po’ come vivere una seconda adolescenza. Dove prima vedevi una donna capace e intuitiva, ora vedi una pazza in preda al caos, una che va per tentativi, una improvvisata.

Ti sembra sempre di non essere mai abbastanza, ti senti sempre fuori posto, vestita male, coi capelli in disordine.

Ma sopra ogni altra cosa, ti senti sempre fuori dal coro.

Siamo tutte convinte di non essere madri talebane o madri perfette o madri degeneri, siamo sempre convinte di essere normali, l’eccezione che conferma la regola, quelle diverse.

E tutte ma proprio tutte, anche quelle che non lo ammetteranno mai, almeno una volta abbiamo pensato “mio figlio oggi è una piaga… è impossibile! che vuole ancora?! ma perché non mi lascia in pace?

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La biblioteca è più baby friendly di me

Bologna per me rappresenta e sempre rappresenterà il luogo della scoperta, dello studio, della vida loca, della spensieratezza.

Tornare qui da madre di famiglia, con Cinni, marito e tutto il cucuzzaro mi ha fatto uno strano effetto.

Non conosco per niente la “Bologna per bambini” anzi, fino a qualche mese fa, non credevo nemmeno esistesse il lato kids-friendly in questa città così piena di giovani, di vita, di locali, di cultura.

Come al solito, ero abbastanza cieca. Mi è bastato fare un paio di ricerche web e ho scoperto un mondo nemmeno tanto sotterraneo, vivo e attivissimo.

Innanzitutto, un mondo di blogger bolognesi con prole che racconta questa città con passione. Bellissimo.

E poi….ho scoperto che uscire a Bologna con due Cinni piccoli non solo può essere piacevole ma regala tante sorprese meravigliose.

La migliore sperimentata finora è così degna di nota da testimoniarla qui è la biblioteca Sala Borsa.

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Giochi in legno, che passione

Il legno è un materiale che apprezzo da poco, sono sincera.
Da ragazzina, pensavo fosse da vecchi.
Da donna, penso che sia un modo per trasmettere calore, naturale e sicuro.
Da mamma, ho imparato ad apprezzare il legno come parte integrante dei giocattoli dei Cinni.
Li ho preferiti spesso ai materiali plastici, un po’ per la loro resistenza agli urti (che solo il test di due maschi scatenati può provare), un po’ perché hanno un fascino speciale che non muore mai.

Nella nostra collezione sono entrati anche i fiori ad incastro di BadaBirba.
Un gioco molto semplice eppure dalle mille proprietà nascoste.

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