Del perché credo nell’amore

C’era una volta una ragazza che stava per diventare donna.

Nessuno le aveva mai spiegato come si faceva, a fare la donna, ma tutti continuavano a dirle che a 18 anni si diventa grandi, si diventa adulti e lei iniziava quasi a crederci.

Ci credeva così tanto che aveva deciso che avrebbe passato l’estate a fare casino e casini, prima che arrivasse l’autunno e si portasse via i suoi anni da ragazzina.

In mezzo al nulla, la ragazza sceglie un ragazzo, uno con cui fare casino, ché si sa che in due si fa più rumore.

Il ragazzo diceva di amarla come si può fare a 18 anni, tutto e subito, tutto in una notte ché di aspettare non si ha mai tempo, c’è troppa vita da mangiarsi, dopo.

Pare che comunque fosse uno di quelli che quando gli parli ti ascoltano, una merce rara, e la ragazza nemmeno se n’era accorta, vuoi perché era un po’ prevenuta verso il mondo, vuoi perché era ingenua, vuoi perché del genere maschile aveva ancora pochissima esperienza, fatto sta che lei parlava, parlava, parlava sempre. Tanto era molto sicura che fosse musica di sottofondo.

Un giorno la ragazza racconta una storia al ragazzo, molto sicura che sarebbe rimasto uno di quegli aneddoti da sottofondo.

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Il decluttering dei contatti di una mamma

C’è chi a primavera fa le grandi pulizie di casa e chi, come me, quest’anno ha deciso di fare decluttering tra i contatti, i cosiddetti amici, che di amici non hanno nemmeno l’allure.

Sì, perché come avevo già raccontato, ho un rapporto conflittuale con l’amicizia in senso lato, soprattutto da quando sono diventata mamma.

Sarà che mi devo concentrare sulle cose fondamentali visto che il tempo si è ridotto all’osso e a volte manco quello mi rimane.

Sarà che ormai ho 30 anni e molti progetti, i più importanti dei quali sono due ricciolini biondi ma ci sono anche nuove strade da seguire in ambito professionale, molti salti nel vuoto da fare e tante energie in più da dover spendere.

Sarà che di sentimenti negativi non ho più voglia di circondarmi e punto alla qualità piuttosto che alla quantità.

E allora elimino qualche categoria di pseudo-amici, ignoro, non cerco più, non rispondo.

E sono sicura che ne avrete delle belle da raccontarmi anche voi.

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Al mio papà 

Non sei bravo con le parole.

Non sai esprimere le emozioni. Ne hai, per carità, le vedo che passano tra il sopracciglio che si alza e la fronte che si aggrotta, tra gli occhi che si illuminano e la testa che si piega.

Ne avrai come tutti noi ma difficilmente le racconti. Sembra che tu sia incorruttibile. Quello che ti passa a fianco non ti tocca, tutto d’un pezzo, tutto ripiegato in te stesso.

Tu canti o fischi. Sempre.

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Quello che voglio ricordarmi di voi ovvero una fotografia, adesso

Per voi, io sono LA MAMMA.

Sono, tipo, un’ entità primordiale, la madre di tutte le madri, un essere pluriforme.

La Mamma Pig? Sono io.

La mamma di qualunque bambino incontrate? Sono io.

Trovate il disegno, la raffigurazione allegorica, una foto con una mamma e un bimbo? Sono io e il bambino è uno di voi, a scelta.

La mucca mamma e il vitellino della fattoria dei Lego che vi hanno regalato a Natale? Sempre io e uno di voi.

La manina tocca la mia testa, poi la testa della mamma in questione. Io sono la mamma, punto.

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Appunti sparsi di sopravvivenza alla fase dei capricci ovvero avere due gemelli è un gran casino

​​Sono spettatrice di un fenomeno meraviglioso e tragico assieme.

I Cinni stanno passando di livello, stile supersayan ma con meno super poteri e capelli a punta ossigenati.

Siamo passati alla fase “io esisto dunque comando io”, moltiplicato per due.

Hanno imbracciato le armi e al canto di “oh bella ciao” stanno tentando in coalizione di liberarsi di me (perché la tentazione di scappare alle Hawaii è veramente forte in questi momenti) a suon di capricci, ribellione, crisi isterica, testate.

Una sorta di pre-adolescenza a due anni e mezzo. Una figata, insomma.

Dopo l’iniziale sconforto e i relativi pianti da liceale chiusa in bagno a suon di “tu quoque, Brute, fili mi“, sono passata all’azione e ho interiorizzato qualche concetto di base che spero mi aiuterà a sopravvivere a questo livello del MammaGame.
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