SlowMom is cooking, baby #18: Polpette di melanzane veloci

Mi capirete di certo se vi dico che non ci sto con la testa.

Anzi, mi capirete un po’ di più se siete madri e pensate intensamente alla stanchezza ancestrale che colpisce la Santa Madre spannolante (ma per le “P” Cronache ci rivediamo fra poco…)

Questo week end mi sono data alla macchia.

Prima sono scappata a Milano per partecipare al mio primo Mammacheblog, un evento che mi ha fatto capire che non sono la sola mamma stramba che cammina per il web. Evviva, aggiungo. Come ha detto la mitica Pina, il riassunto della giornata potrebbe essere benissimo: siamo tante e molto strane.

Poi ieri, Festa della Mamma, ho deciso di cucinare il meno possibile, lavare il meno possibile, pulire il meno possibile, fare la mamma il meno possibile….come se si potesse…vabbè.

In tutto ciò, ho scoperto una ricetta meravigliosa di cui volevo parlarvi ieri, come di consueto, ma ormai l’accidia mi stava coccolando così bene che mi sono fatta prendere la mano.

Oggi è lunedì, qualcuno si è ripreso, qualcuno no. Io sono quella no.

Stasera, per mantenere il mood “faccio l’indispensabile“, ho preparato queste polpette facili, veg e velocissime per cena. Da provare!

  

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SlowMom is cooking, baby #16: la vera crema pasticcera

Ma tu la sai fare la crema pasticcera?

No, perché io ci ho provato per anni, con risultati tra il mediocre, l’accettabile, il decente ma MAI e poi mai da urlo.

Quella della pasticceria di quando ero bambina (che ha chiuso)….quella bella densa e gialla e uovosa…una delle mie preferite, da spalmare a cucchiaiate, ovunque.

Non so voi ma io sono una rompipalle in fatto di crema, non in tutte le pasticcerie se ne trova una veramente degna e mediamente mi incazzo da morire se non è all’altezza delle mie aspettative. (Si lo so, ho un brutto carattere)

La ricetta migliore mai provata finora per farla a casa, me l’ha gentilmente donata la mamma del mio ex fidanzato, quello dei tempi dell’Università.

Roba che ho convertito nonna, mamma e zia alla mia (sua) ricetta al primo assaggio!

Non male per una principiante.

  

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SlowMom is cooking, baby #15 : Cupcakes coi baffi al caffè e cioccolato

Il secondo virus di stagione ci sta massacrando lentamente.

Dopo la gastroenterite a turno, adesso tocca alla bronchite virale a turno.

Ad oggi questa casa ha muco praticamente su ogni superficie, medicine in ogni angolo come se la quantità facesse qualità, fazzoletti in ogni dove, sporchi o puliti ormai non fa più differenza.

Quando si scatena un Armageddon a me hanno insegnato una sola cosa: non puoi fare sempre l’eroe, a volte puoi andare avanti a muso duro, a volte è meglio se ti rannicchi e raccogli le forze per poi alzarti e affrontare meglio quello che ti arriva addosso.

In questo sono maestra. E nel confort food.

Oggi quindi si cucina roba dolce, roba forte che in realtà andrebbe bene anche se si vuole fare una bella sorpresa per la festa del papà che sta arrivando.

Divertenti, semplici e buoni.

Direi che c’è tutto.



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SlowMom is cooking, baby #14 : Madeleines

Questo è un momento di malinconia per me.

Faccio molta fatica a scrivere in questo spazio con la leggerezza che vorrei. 

Faccio molta fatica a stare al mondo con la leggerezza che amerei avere ora.

Perché di cose pesanti, di decisioni difficili, di parole sgraziate, di multe da pagare, di rospi da ingoiare, di brutture da affrontare, di menate, di bollette, di doveri, di catene che ci inchiodano lì e ci fanno stare lì con il culo, ne abbiamo ogni giorno o quasi.

Credo sempre nel pizzico di buonumore giornaliero derivante da una piccola epifania: lavo i jeans e in tasca mi trovo 10 € accartocciati e dimenticati, uno sconosciuto alza gli occhi dalla strada e mi sorride senza motivo, i Cinni non piangono ogni 3 minuti di orologio per qualsiasi cosa, la nonna mi invia fette di torta.

Alcune volte decido di autoprocurarmele, queste epifanie, quando proprio il caso non mi dà una mano.

Domani mi aiuto così. Mi produco Madeleines, rifletto sul mio Temps Perdu, mi faccio un tè caldo e poi semplicemente, lascio andare.

Alcune volte lasciare andare è l’unica epifania possibile.



Photo credit: Da noi (numero di Marzo 2014)
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