Museo Ferrari: quello che non ti aspetti

Questo ponte lungo mi ha risvegliato la voglia di fare e di fare bene.

Sono mesi che mi concentro solo sui miei progetti, sul sano ripartire  da me e da un nuovo anno di insegnamento, di studio, di preparazione.

Sono mesi che mi ritaglio spazi e rosicchio tempo ai miei figli perchè alla fine la scuola è ricominciata davvero anche per loro e sono molto felici di stare con i loro amici come non lo sono mai stati l’anno scorso ed è bello anche lasciarli spiccare i loro voli in solitaria.

Resta la voglia grande di condividere con loro.

Voglio essere la parte attiva, quella che gli fa scoprire il mondo, nuove prospettive, vecchie tradizioni, l’eccellenza di quello che abbiamo come popolo così come il peggio che riusciamo a tirare fuori come essere umani…lo spettro completo.

Curioso che si chiami spettro qualcosa di ampio e di non precisamente definito.

Comunque.

Riparto dal nostro territorio e da ciò che ci è più vicino e organizzo una 4 giorni di scoperte a km quasi zero.

E di tutte la rivelazione è stata una in particolare: il Museo Ferrari.

Si trova a Maranello (Modena), sede della storica casa automobilistica e il perchè un branco di maschi sia interessato alle auto è facile comprenderlo ma quello che non mi aspettavo è stato il clima che si respirava in questo santuario della F1, in primis.

Avrei giurato di annoiarmi a morte, io che di motori non mi intendo e di gare ancora meno, invece questo è un mondo con sotto un altro mondo, più profondo, più elegante, più vero.

Qui ci sono persone che lavorano anima e corpo non per un’auto ma per un ideale, per un’eccellenza che li fa riconoscere e apprezzare nel mondo, lavorano non per lavorare ma perchè la passione li ha travolti e non ne possono più fare a meno, perchè è un onore far parte di una visione, quando ne riconosci una.

museo-maranello

Un messaggio che si respira ad ogni passo di una piacevole visita nella storia non solo di un’azienda ma più che altro di un sogno, di un uomo visionario, di una tribù che ha costruito un’identità mondiale attorno ad un simbolo.

Poco importano i commenti da bar su quanto la Ferrari non vince più o sul pilota Tizio o sulle speculazioni aziendali. A me fanno sempre un po’ pena le visioni ristrette e a sac à poche.

Visitatori da tutto il mondo, ti danno la chiara idea che non si viene in Ferrari solo per le vittorie, si viene anche per lasciarsi ispirare da chi parte da zero e poi alla fine ce la fa.

Questo è un bel messaggio da passare ai Cinni.

La vittoria più bella è quella che deve ancora arrivare

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Cinni in delirio sulla vera Ferrari F1

La visita ha una durata che dipende da voi: ci si può perdere tra i modelli di auto che hanno fatto la storia e scoprirne le caratteristiche nei dettagli, c’è un cinema interno che vi racconta tutto sulla filosofia, la storia, l’azienda, il marketing e le figure di spicco che sono passate per di lì. C’è un simulatore di gara, si può salire su una Ferrari di Formula 1, si può vedere quello che vedono i piloti realmente mentre guidano in gara, si può vivere un vero pit-stop, fare una prova di riflessi in partenza di gara oppure …si può semplicemente passeggiare attraverso il museo in un’oretta circa e lasciarsi guidare dalle frasi più celebri dell’uomo da cui tutto è partito, Enzo Ferrari.

Sta a voi.

Costa 15 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini ed è aperto praticamente tutto l’anno.

Per info su museo date un’occhiata a http://www.museomaranello.ferrari.com

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Esemplare doppio di Cinno visibilmente rapito dalle 4 ruote

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