#ceravamotantoamati: la storia di Laura

Ci sono persone che hanno urgenza di raccontare e per me quelle sono le migliori.

Non perché non sia meraviglioso anche tenere dentro i propri vissuti, conservarli gelosamente proprio perché intimi. Certo, a volte non c’è bisogno di gridare al mondo intero la colazione appena consumata… certo, adesso siamo in un momento dove sembra che si viva solo per raccontarlo agli altri.

Ci sono persone però che hanno storie “grandi” da raccontare e le vogliono raccontare per fare bene, perché una bella storia fa bene a tutti sentirla, non fosse altro che per renderti un lunedì un po’ meno cupo, per portare speranza a chi la cerca ma gli sembra di non trovarla mai, per farti capire quante facce e forme ha l’amore.

Questa che vi pubblico qui di seguito è la storia di una donna che ha voluto condividere con me e con voi, per il nostro tema del mese #StorMoms: #ceravamotantoamati. E allora, grazie Laura.

Entro in punta di piedi, dopo aver bussato e aperto piano la porta… entro perchè è raro che persone con esperienze di vita diverse riescano ad incontrarsi, e ancora più raro che abbiano voglia di parlarsi. Ma invece è bello mescolarsi, e allora vi racconto anch’io una storia di coppia e di figli, anche se i figli non sono proprio di quella coppia.

La coppia in questione ha iniziato ad esistere in un giorno d’inverno; anche se la somma dei loro anni era vicina al 100 si sono innamorati senza pensare e senza sapere. In realtà ognuno si portava dietro una vita complessa che l’altro riusciva solo a intravvedere, e che forse avrebbe dovuto spaventarli entrambi, ma così non è stato. Quell’inverno è finito tra scoppi di passione e litigi, e la primavera è iniziata con weekend insieme e tanta condivisione.
E’ stato all’inizio di Giugno che Lei ha capito che non poteva più tacere; si trattava solo di trovare il modo, o il momento, o il coraggio.

“Hocinquembrionicongelatinspagna”

Erano davanti ad un aperitivo, seduti all’aperto in una piazza del centro.
Lei non voleva perdere Lui, e neppure quei “babies waiting to be born”.
Lui evidentemente non voleva perdere Lei, e si è commosso di fronte a quella notizia.
Commosso. Ha avuto esattamente la reazione che Lei si aspettava, si è commosso e intenerito nel sentire che quella donna di cui si era innamorato desiderava un figlio al punto da progettarlo in solitudine.

Non è stato facile per loro amarsi sapendo che Lui non intendeva avere figli, dal momento che ne aveva già, e sapendo che Lei, al contrario, non intendeva rinunciare. Eppure si sono amati, un po’ da vicino un po’ da lontano, in un modo che sembrava ineluttabile, come è appunto l’amore.

Poi è arrivata la gravidanza, e poi sono arrivate loro, le Gemelle.
Lui e Lei hanno continuato a sentirsi e vedersi, fino a che hanno capito che potevano tranquillamente dire che “stavano insieme”.
Ora rimpiangono le domeniche di quel primo loro inverno, quando sia alzavano alle 5 di pomeriggio e si cucinavano un risottino, ma Lui rientra a casa con il sacchettino di focaccia di cui le Bambine sono ghiotte. Lei si sente in colpa quando tarda troppo a farsi la ceretta, o quando è troppo stanca per dedicarsi a lui, o quando si accorge di non entrare nei vestiti che piacevano a Lui, ma cerca di fargli spazio nella sua casa e nella sua vita.

Le Bambine gli hanno dato, di loro iniziativa, un nomignolo…

Laura

stormoms mio mese

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