#ceravamotantoamati: tutta la verità sulla coppia post-figli

C’era una volta una coppia, un uomo e una donna (ma anche no, solo che io ho esperienza di questa modalità e di quello che conosco, parlo) che facevano quella che gli sembrava una vita “normale”.

La sera, se non avevano voglia di cucinare dopo una giornata lunghissima di lavoro, uscivano a cena in pizzeria o al ristorante.

C’era il cinema, il teatro, la domenica a letto fino alle 11.00, il caffè al bar in piedi al bancone in 2 minuti, la passeggiata in centro a guardare le vetrine per 3 ore, mano nella mano.

Iniziavano a programmare le vacanze 4 giorni prima, spendevano poco, salivano su un aereo con un bagaglio a mano e ciao mare.

Lei si depilava regolarmente, lui aveva un colorito roseo e la faccia beata di chi deve pensare ad una cosa alla volta.

Lei non aveva le occhiaie nere persistenti, comunque al massimo solo perché aveva rivisto le vecchie puntate di Grey’s Anatomy fino alle 3 della notte prima. Lui aveva i vestiti stirati e si trovava la colazione pronta la mattina.

Le lenzuola pulite ogni sabato, il trucco veloce veloce per andare al lavoro, la spesa in 25 minuti il mercoledì sera dopo l’ufficio.

Poi.

Poi succede quasi sempre che in due ti senti poco, ti senti pronto.

Decidi che il vostro amore è troppo grande per finire in quel circolo vizioso del sempre io e te e con tutto l’entusiasmo degli innamorati, metti su famiglia. Perché nel 90% dei casi, ci credi sempre moltissimo, ché siamo Millenials e come si usa un preservativo lo abbiamo capito più o meno tutti.

E avviene da subito, dal momento zero, la grande trasformazione che tutti gli amici con figli ti avevano prospettato ogni volta che li incontri per caso, perché col cavolo che esci con coppie con figli, se non li hai. (a parte qualche perla rara, tipo la mia santa amica G.)

Lei: “Amore, cambi tu il bambino?”

Lui: “e che palle, sono appena tornato dal lavoro”

Lei: “che palle CHE COSA che sono chiusa in casa con questo essere urlante DA TUTTO IL GIORNO?!?”

Lui: “ecco appunto, sei qui in casa TRANQUILLA, con il nostro meraviglioso figlio e te lo puoi godere tutto! ogni suo rumorino di pancia, ogni suo ruttino, ogni suo vomituzzo, ah che poesia! ma non sei felice? pensa a me che corro tutto il giorno, non lo vedo mai, ci passo pochissimo tempo. Pensa a me che è tutto il giorno che vedo delle facce da culo intorno a me e tu invece ti becchi questi bellissimi sorrisi bavosi”

Lei: “io? non mi vedi? sono il ritratto della felicità? sono così felice che sai cosa ti dico? ti regalo un po’ della mia gioia di neo madre, pensa come sono generosa! ad esempio, il tuo adorato figlio ha appena fatto quella GROSSA, quella che arriva fino a metà schiena ergo non ti dispiacerà affatto passare del tempo di assoluta qualità con la meraviglia di TUO figlio”

Lui: “come no, guarda che sono bravissimo! dai qua!”

Lei: ” vai, vai, facce vedè”

Venti minuti dopo una voce dall’oltretomba.

Lui: “Amoooooreeeee, dove sono i body?”

Lei: “primo cassetto”

Lui: ” ok ma di quale armadio?”

Lei: “ma che armadio! primo cassetto del fasciatoio!”

Lui: “e dove sono i pannolini?”

Lei: “sul fasciatoio, davanti a te, come fai a non vederli?!?!? ….scusa ma dove sei a cambiare il bambino?”

Lui: “sul nostro letto, no? perché? ….Aspetta, patatino, che babbo va un attimo di là a prendere le cose che ci servono e poi torna, eh. Mi raccomando non ti buttare giù dal letto, eh! Fermo lì, non muoverti che torno subito…

Lei: “MA STAI SCHERZANDO?!?!?!”

In fondo non è che non ci provano, è che non ci riescono (quasi) mai.

NJ-Coté+famille-4

E allora inizia un altro tipo di circolo vizioso. Quello a 3 / a 4 / a 5.

Quello in cui lei, madre, comincia a chiedersi se può uscire una sera e trovarli tutti vivi al suo rientro, uomo e figli.

Quello in cui lei inizia un rapporto intimo con la lavatrice, lui ci mette il doppio del tempo a fare qualunque attività comporti una vestizione, una nutrizione, una qualsiasi attività pratica insomma, che il suddetto bambino debba fare per la sua sopravvivenza.

Quello in cui lei inizia a vivere in tuta perché tanto finisce sempre per sporcarsi 30 secondi prima di uscire quindi meglio preservare gli abiti “buoni” per quando verrà scongelata dalla maternità.

Quella in cui lui, se la incontra per casa, non la riconosce.

Ma te chi saresti? La mamma? di chi? La mia no di sicuro! Perché la mia era sempre profumata e portava i tacchi anche in casa, cantando allegramente mentre spolverava ogni giorno col sorriso, cucinava solo i miei piatti preferiti e accudiva me e mio fratello in un clima di amore incondizionato e di schiavitù, ehm, pardon….di felicità eterea.

(Avete mai notato quanto siamo tutte così dissimili dalle suocere che postume appaiono tutte sosia di Mary? Quella di supercalifragilistichespiralitoso? Altro che petaloso! Questo è fenomeno da studiare con dovizia)

Lui non trova le tazze esattamente come prima, né qualsiasi oggetto sia mira momentanea del figlio. Se per caso ce la fa prima di 1 ora e mezza, il piccolo uomo ha già cambiato la sua regale volontà almeno 75 volte.

Lei non trova più il rasoio né il numero della parrucchiera, dell’estetista e in generale di tutto ciò che richieda tempo per sé stessa superiore ai 45 secondi. Anche la pipì, a volte, è questione di tempistica.

Lei compra un cane per essere veramente una “famiglia completa”, lui se ne lamenta per anni perché “figurati se ci mancava pure il cane!” ma poi litigano per portarlo a fare pipì… finalmente fuori di casa per 20 minuti con una scusa valida ed insindacabile. Un lusso.

Lei si lamenta al parco con le altre mamme che il padre non ce la può fare e sbaglia sistematicamente quando lo spedisce a comprare gli omogeneizzati alla pera del cucciolo (perché lui, il cucciolo, mangia solo quelli alla pera…ma sarà così difficile da registrare?!?), lui si lamenta sistematicamente coi compagni di calcetto del giovedì che sua moglie è una gran rompipalle nevrotica da quando è diventata madre.

E così, senza accorgertene, scivoli tra un cliché e l’altro che è una meraviglia, manco avessi i pattini d’argento incorporati.

Tu, proprio tu, che avevi detto “noi mai, a noi non succederà MAI”.

TAAAAAAC.

Sarà davvero “colpa” dei figli? Sarà davvero che “come te nessuno mai” solo finchè siamo in due e poi chi ti conosce?

Sarà vero che non sanno mai dove diavolo stanno le tazze? Che hanno bisogno del calcetto del giovedì sera e noi della sciatteria quotidiana?

Quand’è che ci si guarda la sera, stravaccati sul divano come due animali abbrutiti e stanchi e ci si chiede “chi ce lo ha fatto fare?“. Esiste la formula per l’equilibrio eterno?

A che punto della favolosa storia d’amore, perdi la bussola della felicità di coppia e inizi a notare solo quelle abitudini abominevoli, tipo soffiarsi il naso nel lavandino, che farebbero sclerare anche una santa?

Ma soprattutto: quando è stata l’ultima volta che Lui ha pulito casa o vi ha difesa davanti a sua madre? Che si è ricordato di comprare del cibo vero senza una lista dettagliata scritta da voi? Che ha trovato la coppia di un calzino spaiato? Che ha trovato un oggetto qualsiasi nel raggio di casa vostra senza chiedere “Amoreeee ma dov’è….ah no, ecco, forse era lì…ah no, niente, amooooreee quindi dov’èèèèèè???”

Questo e molto altro voglio che mi raccontiate questo mese per il tema delle StorMoms!

Siate sincere, spietate, raccontatemi il peggio ma anche il meglio, eh, di voi come coppia post-figli.

Perché oltre alla crisi, ci sarà di più…o no?

stormoms mio mese

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9 pensieri su “#ceravamotantoamati: tutta la verità sulla coppia post-figli

  1. Pensieri rotondi ha detto:

    Straordinaria, puntuale, spietatamente vera. Che devo dire? Un po’ sordo mio marito lo era anche prima, ma adesso ha la scusa triplice dei figli: “Non sento, eh… C’ho i figli che stanno gridando.” 🙂

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    • LaSam ha detto:

      Ah questa la usa spesso anche il mio. “Avevi chiesto di apparecchiare? eh ma sai che non si sente niente in questa casa, urla la prossima volta”. Certo, la vicina ormai sa anche quante posate abbiamo in casa… ‘_’

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  2. Antonella ha detto:

    “Ma io lavoro tutta la settimana possibile che non ho mai un’ora libera solo per me? Se tu vuoi ,mentre lui è a scuola o con la nonna (una volta a settimana per 3 ore), puoi andare per.negozi o semplicemente una passeggiata.”
    Farei volentieri a cambio anche solo per una settimana per fargli capire che essere mamma è uno status che non finisce quando non hai i figli attaccati a te h24. Una madre non smette di esserlo mai….neanche dal parrucchiere. La vita di coppia sarebbe migliore se non ci fossero così tante recriminazioni e d egoismo.

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