C’era una volta una mamma…e poi alla fine son venuta fuori io

A 7 anni tagliavo i capelli a zero alle Barbie e le mettevo in fila tutte nude, i vestiti sparsi ovunque e guai a chi le rivestiva, ‘ste poverette.

A 13 anni la sola idea di avere un “fidanzato” fisso mi pareva una cagata pazzesca mentre le mie amiche non facevano altro che disegnare cuori e dire “per sempre” a scadenza bisettimanale.

A 15 anni ho giurato a me stessa che mai nella vita sarei diventata madre o mi sarei sposata…che no, proprio non faceva per me quel binomio di femminilità all’ennesima potenza. Meglio prendere il motorino e andare.

A 20 anni sapevo di avere tutto il tempo del mondo per cambiare eventualmente idea ma tutto sommato anche no, potevo non pensare a domani e andare a sedermi in Piazza Verdi.

A 25 anni ho incontrato un uomo che ha cambiato tutto e tutto il bel castello, costruito in anni e anni di certezze indefinite e indefinibili come solo a vent’anni ti fai, è sparito.

All’improvviso sentivo il bisogno di essere parte di qualcosa, di definire, di pianificare, di pensare al dopo di adesso.

Così, col tempo, tanto lentamente come ti si insinua il pensiero che stai scomodo dentro al tuo vestito preferito dopotutto, ho iniziato a pensare a me con in braccio un piccolo essere nuovo. A me con un passeggino, a me che piego vestiti minuscoli, al primo Natale in tre, a quelle piccole incazzature per un vaso rotto, per una pallonata di troppo, a me gelosa di una fidanzatina, a me che divento quello che non volevo diventare nemmeno sotto tortura cinese.

Volevo essere una donna emancipata prima ancora di sapere che significa, la donna a cui non si chiede “quando metti su famiglia” prima ancora di sapere chi ero io, volevo viaggiare per il mondo ed essere la figlia e la madre di nessuno…io, la valigia e me, alla ricerca di qualcosa ma non mi chiedere cosa.

Volevo fare l’astronauta ad un certo punto, giuro, tipo per tutta la mia infanzia e poi la ballerina e poi lo scienziato ma mai mai e poi mai la mamma.

Mamma per me voleva dire qualcosa di troppo grande, troppo complicato, troppo pauroso, troppo di tutto. Meno me, più un altro. Sangue del mio sangue, va bene, ma pur sempre qualcun altro esterno con una sua volontà, pensiero, identità.

Il giorno che ho pensato “io ce la farò”, ho fatto il passo più grande verso una nuova me.

Io quella lì ancora non so bene chi sia, non è la mamma che mi aspettavo sarebbe stata, non è la ragazzina che voleva fare lo scienziato, non è nemmeno quella che si vedeva spingere il passeggino tracotante amore materno. Non è quella che posta 75 foto al giorno di ogni millesimo di vita dei figli, non è quella che se ne vanta in giro come avesse il modello genetico Alfa perfetto per la continuazione della specie umana. Non è quella che prepara la merenda ogni pomeriggio, pronta in tavola per il ritorno da scuola dei Cinni, non è quella che torna a lavoro dopo un mese perché non ce la fa più a stare a casa, non è quella che scappa, non è quella che cerca quel qualcosa.

Non so ancora chi è al 100%, questa me diventata mamma, nemmeno se sono passati 3 anni e suppongo che non lo scoprirò mai del tutto. Non mi svelerò mai nemmeno a me stessa completamente perché io cambio con loro, perché devo essere sempre su un pezzo che cambia musica ogni 6 mesi, se va bene e io ancora non so definire né prevedere fino a dove posso arrivare, quanto ancora posso dare, quello che posso inventare, progettare, diventare mentre faccio il genitore.

So che pensavo ci fosse la mamma fatta con determinati parametri, doveri, obblighi, necessità e poi….sono nata io, una mamma che ci prova e che tutto sommato, ce la fa ad essere mamma come vuole e può.

****

Questo post è stato scritto per il tema del mese delle StorMoms, gruppo di blogger che ogni mese si confrontano su un tema diverso e di cui faccio orgogliosamente parte.

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7 pensieri su “C’era una volta una mamma…e poi alla fine son venuta fuori io

  1. mammaalcubo ha detto:

    Ora ho davanti a me l’immagine delle tue povere Barbie skinhead ahah
    Scherzi a parte, penso che chi si mette sempre in discussione e non ha già tutte le risposte pronte abbia le carte vincenti per farcela. W le mamme che cambiano musica!

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    • LaSam ha detto:

      Sì, so che ero una bimba piuttosto sadica per certi versi… ma anche quello mi ha insegnato a non avere paura dei miei istinti e della mia fantasia…che diciamocelo …da mamma sono fondamentali!! 😉

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