#tiimmaginavopeluche…ma anche no

Sono cresciuta con un costante aneddoto, tipo sogno ricorrente.

Mia madre raccontava spesso che quando sono nata ero brutta ma così brutta che la prima volta che mi ha visto si è impressionata. Nera, cianotica, sporca insomma brutta.

Così i neonati li ho sempre immaginati così piccoli, brutti, neri, sporchi.

Naturale che non avessi una gran smania di diventare madre. Fino ai 25 anni andavo ripetendo a gran voce che mai mi sarei sposata e mai avrei generato uno di quei piccoli cosi. Ah, beata gioventù.

Quando sono rimasta incinta ma soprattutto quando ho saputo di aspettare due gemelli non mi sono focalizzata tanto sull’aspetto fisico quanto sulla questione caratteriale. Per natura, mi aspetto sempre il peggio da ogni situazione e anche se ci sto lavorando con tanto zelo, l’ormone maternità lì mi ha giocato brutti scherzi.

Intanto volevo delle femmine ma tutti mi dicevano che mi sarei pentita di due figlie femmine, meglio uno e uno. Pensa come ti odieranno in adolescenza, quali scontri tra titani ci sarebbero in casa vostra e poi…le mestruazioni coordinate per tre? Da panico.

Come fosse il supermercato del bambino. Come lo vuoi?

Ad un certo punto mi era venutala fissa che avrei avuto dei figli isterici, che avrebbero pianto tutto il giorno, che non avrei dormito mai più. Agitati come il padre, sempre in movimento.

Erano due.

Più di tutto mi concentravo sul numero: DUE.

Due diversi bambini, sarebbero stati diversi davvero? E se non li avessi riconosciuti perché troppo “uguali”? che figura.

Fortunatamente è durata poco, un paio di mesi e sono rinsavita da questi patetici pensieri. Ho smesso di pensare e ho iniziato a sentire e a fare, preparare. Li sentivo muoversi, come avessero una chiacchiera continua esclusiva. Ora mi muovo io, adesso spostati un po’ tu.

Non ho smesso di avere paura ma ho smesso di pensare che sarebbe andato tutto male.

Quando sono nati, non ho potuto vederli per 5 giorni. Giorni pesanti, brutti, di dolore e ansia, giorni in cui chiedevo a MM di fotografarli e lui mi riportava l’immagine di due esserini troppo piccoli, troppo soli, troppi tubi, troppo “sintetico” attorno a loro.

Forse quello è stato il momento in cui ho deciso che chiunque sarebbero stati, andava bene. Bastava che ci fossero.

Il dopo non è stato né più né meno di tanti luoghi comuni sentiti mille volte: i bambini piangono, i bambini mangiano spesso, dormono poco e poi si svegliano e poi di nuovo dormono, non sei mai preparato, cambia tutto.

Ma io sono ancora felice di quel tutto e niente, di quelle aspettative sciolte e dico grazie di aver resistito al “sintetico” e di essere semplicemente voi due.

stormoms

Questo post partecipa al tema del mese di febbraio delle #StorMoms: #tiimmaginavopeluche

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2 pensieri su “#tiimmaginavopeluche…ma anche no

  1. Elena ha detto:

    sono mamma di due gemelli una splendida bambina è un bellissimo bambino ricordo ancora quando la dottoressa mi ha comunicato di aspettare due gemelli e avrei voluto urlarle contro uscire dalla stanza sbattendo violentemente la porta avrei voluto piangere me la sono presa con me stessa e mentre facevo questo non guardavo il monitor e non guardavo la dottoressa! i primi tre mesi di gravidanza sono stati difficili il pensiero che la mia vita sarebbe finita e che non avrei più goduto della mia giovane età era sempre presente e lo stesso provava il mio compagno!conforto sgomento hanno fatto da padrone poi c’è stato il pensiero del parto non volevo assolutamente farmi tagliare la pancia non volevo avere nessuna cicatrice e perciò chiedevo a mia figlia di girarsi di mettersi a testa in giù come il fratellino ho fatto massaggi,ho assunto Posizioni stranissime per farla girare e niente ha deciso di rimanere con la testa piantata nel mio stomaco!purtroppo il desiderio di sentirmi uscire non si è realizzato me li hanno tirati fuori precocemente ma quando li ho visti per un attimo sono stata contenta di tutto quel dolore ho potuti vedere ho potuto vederli sono dopo tre giorni e nonostante stessero bene non me li hanno mai portato in camera mi hanno sconsigliato di attaccare la bambina perché un po’ più piccola e mi hanno detto che non l’avrei mai allattata invece è successo dopo due mesi e mezzo un giorno l’ho presa e l’ho attaccata al seno e lei ha cominciato a succhiare non sapeva ancora bene come fare ma lo faceva !ho pianto e odiato quelle persone che mi dicevano che non ci sarei mai riuscita…ho avuto il piacere di sentirli tutti e due al mio seno.adesso hanno 9 mesi e delle mie tette non ne vogliono più sapere non ne hanno voluto sapere dal primo istante in cui hanno assaggiato vero cibo è stato difficile non vederli più attaccarsi a me è una fase di transizione molto delicata ma poi ci si fa l’abitudine .concludo dicendo che essere mamma di due gemelli è davvero faticoso ma davvero ,però ovviamente sono i tesori più grandi che una donna possa ricevere come regalo dalla vita

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