I nostri figli non sono impossibili

Le mamme sono divise in gruppi come le teenager.

Diventare madre è un po’ come vivere una seconda adolescenza. Dove prima vedevi una donna capace e intuitiva, ora vedi una pazza in preda al caos, una che va per tentativi, una improvvisata.

Ti sembra sempre di non essere mai abbastanza, ti senti sempre fuori posto, vestita male, coi capelli in disordine.

Ma sopra ogni altra cosa, ti senti sempre fuori dal coro.

Siamo tutte convinte di non essere madri talebane o madri perfette o madri degeneri, siamo sempre convinte di essere normali, l’eccezione che conferma la regola, quelle diverse.

E tutte ma proprio tutte, anche quelle che non lo ammetteranno mai, almeno una volta abbiamo pensato “mio figlio oggi è una piaga… è impossibile! che vuole ancora?! ma perché non mi lascia in pace?

Di norma, a me succede quando siamo costretti a casa e non possiamo uscire. Malattia prolungata, pioggia incessante, freddo polare…sono calamità dal punto di vista di Santa Madre di due gemelli MASCHI.

Questo dicembre però ho deciso di dire basta al mio pregiudizio contro i tre-enni e di dargli un po’ di fiducia.

Mi sono buttata in una serie di attività culturali (come quella di frequentare regolarmente la biblioteca) che pensavo impossibili con dei figli piccoli o più che altro dannatamente faticose e peciò assolutamente evitabili.

Ebbene.

Mi sono dovuta ricredere perché i miei figli si comportano meglio in un museo piuttosto che all’Ikea o a casa o al parco.

Scioccante ma vero.

Non sono i nostri figli ad essere impossibili, sono le nostre aspettative su di loro ad esserlo.

Sono partita come una lavagna bianca, non pensando a nulla ed aperta e pronta a tutto, capricci, urla, rifiuti. Mi sono semplicemente detta “io ci provo comunque vada sarà un successo perché ci ho creduto, anche solo per 10 minuti.

Li ho portati in un museo che non avevo mai visitato: il Museo della Storia di Bologna che si trova a Palazzo Pepoli, in pieno centro storico, un’antica dimora di una delle famiglie più potenti della città in epoca medievale.

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Il museo è un viaggio meraviglioso nella storia della città di Bologna e dei suoi abitanti, dagli Etruschi fino ai nostri giorni. Oltre duecento opere e oggetti esposti per ripercorrere lo sviluppo architettonico, storico, artistico, sociale e culturale di una delle città più attive e vive del nord Italia.

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Abbiamo trovato installazioni e tappeti multimediali, ricostruzioni scenografiche, un teatro virtuale e un’interessantissima immersione interattiva della cucina tradizionale della città.

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Una menzione speciale la devo fare per la sala delle Lingue, dove viene presentata Bologna come culla di scambi linguistici, veicolo di idee e creatività grazie all’università più antica d’Europa (e un piccolo ed esilarante viaggio nel dialetto emiliano) e la Sala della Cultura, un vero baluardo di femminismo, con la descrizione accurata delle 12 donne più influenti nella storia della città.

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I Cinni sono rimasti incantati e hanno perfettamente compreso il codice da rispettare in un luogo come quello, con sorpresa massima di MM che era convinto di dover scappare a gambe levate dopo 10 minuti.

Si organizzano anche laboratori didattici e attività culturali che non vedo l’ora di provare assieme a loro visto che l’inverno sarà lungo e nevoso a quanto dicono.

Per quest’anno speriamo di essere salvi.

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