Il lato oscuro di un inserimento riuscito: #parliamodiscuola

Vi ho per caso detto che i Cinni sono protagonisti di uno degli inserimenti più sereni e felici che la storia della Scuola dell’Infanzia possa annoverare?

Ecco.

Ore 8.45 – Santa Madre si dirige verso la scuola passeggiando lentamente e cantando canzoncine allegre che parlano tutte di una scuola fantastica lassù sulle colline, per mano due Cinni sorridenti e ciarlieri. Suona, entra, parcheggia Cinno Ale (che di norma manco si volta a salutare) nella sezione, percorre un corridoio e parcheggia Cinno Rici nella sua sezione (che di norma ha una bimbotta di 5 anni sulla porta che lo aspetta quindi addio madre).

Ore 8.50 – Santa Madre è già in macchina.

Vi sembra troppo bello per essere vero?

E infatti è così, signore belle. C’è sempre il risvolto poco luccicante della questione inserimento.

Se Cinno Rici si dimostra veramente da manuale, per contro sto sperimentando una metamorfosi lenta ma inesorabile verso la fase “sono peggio che ingestibile” di Cinno Ale.

Lui ha 15 anni, non 3. Piena crisi adolescenziale in cui si contrappone al genitore per dimostrarsi altro da me e suo padre.

Lui decide, lui comanda, lui pretende, lui non dorme se non 3 ore per notte. Manco fosse il Presidente della Repubblica….e che devi pensà, figlio mio???

E se lo contraddici, ti picchia pure o almeno ci prova.

Ne ho accennato in termini blandi alla maestra che da brava donna di lunga esperienza mi ha consigliato di non dargli corda, di non arrabbiarmi, di non indugiare troppo sui comportamenti bizzarri del tipo “non mi mettere le scarpe per uscire, esco scalzo anche se piove”  oppure “mangio 5 scatolette di polpa di frutta e non mi interessa se poi mi viene da vomitare”.

Dice che è una fase normale, me la fa pagare perché lo sto portando in un luogo che non è casa sua, lontano da me.

Ah.

Ma come si fa a non perdere la pazienza se per qualsiasi minima azione che devi compiere ti ritrovi un muro davanti? un muro fatto di no, di strilli, di reazioni esagerate?

e soprattutto…come si fa a comportarsi allo stesso modo con entrambi, con uguale intensità, benevolenza, fermezza, comprensione quando i tuoi figli stanno reagendo diversamente allo stesso evento?

Non lo so, è molto difficile e temo di essere partita con il piede sbagliatissimo nonostante lui si dimostri entusiasta ogni mattina di andare in questo stupendo contenitore-scuola.

Da questa mia esperienza, mi è venuta l’idea di lanciare un hashtag di confronto, che spero verrà raccolto da tante di voi.

#parliamodiscuola

#parliamodiscuola ovvero ditemi, oh madri, i vostri pensieri più reconditi sulla questione scuola/inserimento/mense/maestre/reazioni/pensieri a caldo….voglio sapere tutto!

Perché, ragazze, preparatemi voi, se avete più esperienza!

Io per ora posso solo dire che non è tutto oro quello che luccica.

Aspetto la vostra.

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6 pensieri su “Il lato oscuro di un inserimento riuscito: #parliamodiscuola

  1. The Pocket Mama ha detto:

    anche una delle mie twins aveva reagito così… quando tornavo dal lavoro mi teneva il broncio, si faceva venire le crisi isteriche, faceva un sacco di capricci e mi provocava. Anche a me avevano consigliato di non darle corda e di non arrabbiarmi ed effettivamente passò tutto in modo molto naturale.

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  2. mammaalcubo ha detto:

    Il mio secondo mi ha fatto passare un primo anno di asilo che avrebbe messo alla prova la più zen delle mamme zen. Ho sbroccato più e più volte di fronte alle sue scenate/proteste il mattino prima di uscire e il pomeriggio appena rientrati a casa, pur sapendo di non ottenere niente. Non ho consigli miracolosi, ma ti posso dire che con il tempo tutto passa e migliora.

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  3. Mammasfigata ha detto:

    Anche Pietro è stato parecchio snervante i primi giorni, ora pare si sia dato una calmata. O forse me la sono data io. Cioè, quando va in crisi lo lascio fare e mantengo la calma (as long as possible) o ci provo, almeno.
    Sto leggendo “urlare non serve a nulla” di Daniele Novara, se può aiutarti 😉

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  4. theswingingmom ha detto:

    uguale la mia: inserimento senza una lacrima, semplicissimo. A scuola adorano com’è bella paciocca. Poi a casa ha iniziato a fare un sacco di capricci e dispetti 😦 credo sia comunque logico: a scuola evidentemente si “tiene” e a casa si sfoga…è giusto pazientare!

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