Il bello delle mamme

Il bello delle mamme è che sono sempre in evoluzione.
Non sei la mamma che eri prima che nascesse tuo figlio e non sei mai la mamma che eri quando aveva un anno, ora che ne ha 3, 10, 20.
Non sei mai la stessa mamma anche se sei sempre tu e questo l’ho sperimentato sulla mia pelle.

Ci sono fasi nella mammitudine, fasi che passano esattamente come quelle dei tuoi figli ed è per questo che in fondo non siamo tanto diversi, noi e loro.

la pre-mamma: prima di diventare madri ci sentiamo tutte bravissime ma in due modi.
C’è quella che letteralmente se ne sbatte, che quando è incinta non sa mai a che settimana è, che dorme serena tutta notte non fosse per la vescica che all’ottavo mese regge meno di un pentolino bucato. Questo essere in perfetto equilibrio ormonale è convinta che lei e suo figlio saranno una cosa sola, un perfetto connubio di corpo e mente, “lui/lei è una parte di me, siamo carne della stessa carne” e un sacco di belle teorie new age.
Ma c’è pure quella ansiolitica che deve avere la situazione sotto controllo. La schiava di Angel Care attaccato al pancione ogni 45 minuti che non si sa mai. Quella che si documenta, legge tutti i libri leggibili e consulta tutti i forum cretini messi in piedi sull’argomento, smette di guardare film dell’orrore perché fanno male al bambino, sale sulla bilancia ogni settimana e annota compulsivamente qualunque movimento provenga dal suo cocomero. Fa una visitina in più che è sempre meglio, compra subito montagne di pannolini e bavaglini, redige scrupolose liste di regali utili da dispensare a parenti e amici, tesse il nido in attesa del ciclone…ehm…amore cucciolo du-du-du-da-da-da.
Ecco questa ero più o meno io.

la mamma NEO: in tutti i sensi. Quella che nasce con il bambino, quella che si accorge subito che non aveva capito un cazzo, quella che ha le altalene ormonali e quindi piange, ride, urla, si incazza, culla, sfama, non dorme, ride poi ripiange un pochino poi se la prende con chiunque sia a mezzo metro di distanza da lei e il pargolo.
Manco fossimo in Matrix, vede trame ordite verso il suo essere madre in ogni dove: nel pranzo preparato dalla suocera (“aaaaaahhhh allora pensa che sia un’incapace”) al consiglio della nonna sulla pesantezza del body a manica lunga ad agosto (“aaaahhh allora pensa che non sia in grado di decidere per mio figlio!!!).
Il deficit di sonno e la stachezza cronica le rovinano il fisico e la mente ma lei se la senti parlare è sempre taaaaaanto innamorata a prima vista del frutto del suo ventre che come minimo ne deve postare una foto al secondo su Facebook (ma c’è anche la variante ansiolitica di cui sopra che “assolutamente nemmeno una foto di mio figlio resa pubblica o ve la vedrete con me” o la variante madre finta-degenere “figlio mio preparati il brodino da solo che c’ho da fare e poi no scusa, io sono troppo sbadata e rock per cantarti quelle canzoncine lagnose per addormentarti, rock the system“)

la mamma dea Kalì: dopo un anno ormai siamo madri-madri. Non ci sono più le ansie da cacca giallo, verde, nero o da ruttino fatto o non fatto, qui si passa alle cose serie. Pappe, camminate, pericoli ovunque. La madre diventa quella che deve sempre essere in ogni dove ma mediamente deve essere pure al lavoro quindi inizia a delegare in modo pesante quello che per forza deve, in un misto di senso di colpa e brivido di equilibrio sopra la follia. Diventa una e trina, una dea dalle mille faccie e dalle mille mani. Prepara la cena ma con lo smartphone alla mano, il cinno si sta ribaltando dal seggiolone mentre tira l’aspirapolvere, lo salva in corner e con un occhio controlla che ci siano un paio di camicie stirate pronte per l’indomani.
Quella che si è documentata sugli argomenti caldi della mammitudine e sa già da che parte stare così da non farsi trovare impreparata nelle rare occasioni di parchetto pomeridiano o alla tipica cena tra amici con figli. Estevill, fascia, autosvezzamento, menù settimanale. Promossa al grado successivo.

Se come me, si dedica alla famiglia al 100% inizia a dare segni di cedimento mentale e apre un blog.

La mamma sticazzi: dopo i 2 anni a me sembrano tutte mamme sticazzi.
Il cinno urla e corre come un dannato? Sticazzi, esprime il suo io.
Il cinno sta picchiando selvaggiamente un amichetto al parco? Sticazzi, io ho fatto del mio meglio, è al nido che non gli insegnano niente e non li controllano oppure è colpa dei nonni che sono troppo permissivi e lo viziano.
Piove e il cinno fa i capricci perché a casa si annoia? Sticazzi, apro il pc e cerco un’attività DIY già corredata di foto e materiale stampabile che una pronta mamma blogger avrà pubblicato per l’occasione.
Abbiamo sempre la risposta pronta e quello che non sappiamo, lo inventiamo o lo copiamo dal web e…sticazzi.

La mamma BASTA: quella che aspetta che il cinno inizi la scuola materna con ardore perché tutti dicono che da lì in poi diventerà il bambino dei sogni, quello che hai sempre desiderato. Si laverà da solo, mangerà da solo, si vestirà da solo e ti canterà pure la canzoncina a Natale perché si sa che copiando gli altri bambini, anche il tuo diventerà una sorta di modello educativo perfetto vivente.
Quindi basta.
Chiunque incontri ti dirà che il peggio è passato, tu tiri un sospiro di sollievo e ci credi, ci credi tantissimo se non fosse perché ne hai bisogno. E anche di scaricare la colpa su qualcun altro hai bisogno, perché è quasi certo che se volevi crescere un angioletto, ti sei ritrovata tra le mani la perfetta copia di Masha ma senza Orso.

Le mie evoluzioni sperimentate finiscono qui ma sono certa che sarò sempre nuova, una nuova mamma che ce la mette tutta ma che ha un milione di difetti e limiti.
Una mamma che ama sempre alla follia ma che dalla follia ogni tanto si fa prendere, una mamma che senza di loro non saprebbe perche è al mondo, una mamma che a volte non ce la fa più ma resiste sempre perché la roccia a cui aggrapparsi è lei.
Una mamma che sgrida e che abrraccia, una mamma che ci prova, una mamma che ce la fa ma non arriva dappertutto.
Semplicemente siamo tutte una, nessuna e centomila mamme.

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*** Questo è il mio post per il tema del mese delle #StorMoms di cui faccio orgogliosamente parte. Seguici su Facebook e Istangram***

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