Compiti per le vacanze: siate la vostra prima fonte di ispirazione

Stamattina sono andata al mercato del paese, una di quelle abitudini triviali che mi mancheranno come l’aria a partire dalla settimana prossima, quando varcherò la soglia della mia nuova casa di città.

Ho fatto spesa dal contadino che ha il suo podere a qualche km; dal pescivendolo che si sveglia alle 3 del mattino per essere il primo sul molo di La Spezia a comprare direttamente dalle barche di rientro dal mare e poi caricare tutto sul furgoncino e portare a noi poveri abitanti di pianura il sapore vero del pesce fresco.

Ho salutato qualche conoscente, col mio passeggino carico di Cinni e sporte di plastica che si rompono al soffio del vento e pensavo a queste persone che mi hanno vista per tre anni ogni settimana col mio passeggino carico, arrivare e comprare da loro. Mi trattano come una di famiglia ma tra le chiacchiere non mi hanno mai fatto domande strane, di quelle che ti congelano il sorriso in faccia e ti prendono quei 20/30 secondi per formulare una risposta che non assomigli a “crepa-fatti i cazzi tuoi-ma come ti permetti”.

Ho provato ad analizzare il perché. Perfetti sconosciuti che annusano quello che possono e non possono, sanno fino dove arrivare con te, che in teoria non sanno nemmeno chi sei davvero. Perfetti sconosciuti a cui interessa solo il qui ed ora.
E ho trovato questa risposta: non ci sono aspettative secondarie reciproche.

L’assenza di aspettative con retrogusto è la chiave dei sani rapporti. Se io mi aspetto che tu mi vendi un prodotto e tu ti aspetti che io ti paghi per questo, non ci sono altre aspettative in gioco. Se mi chiedi come sto, è tutto di guadagnato e mi fai anche piacere, hai fatto bingo, mi fai sorridere.

Ho pensato a quante volte io mi aspetto qualcosa da me, prima di tutto.
Lo fate mai questo esercizio?

Nell’arco di una giornata mi aspetto da me sempre qualcosa. Una media del 70% del mio tempo che spreco a crearmi immagini di aspettative false o poco realizzabili su quello che dovrei dire, fare, pensare.

Voglio essere una brava madre, una persona stimata, qualcuno che inviteresti a cena, quella a cui lasci le chiavi per innaffiarti le piante, alla mano ma non allocca, intelligente ma non saputella, di esempio per i Cinni ma non rigida, voglio guadagnare ma avere tutto il tempo che desidero per fare anche altro.

Io non mi basto mai, nel senso che non mi sento mai abbastanza.

Ho deciso allora che questo aspetto lo voglio demolire dalle fondamenta. Voglio imparare a bastarmi.
Perché se mi basto io, mi basterà sempre quello che fanno o non fanno gli altri, non mi aspetterò più un 10 e lode dai miei figli, dal prossimo in generale ma sarò io a darmi 10 e lode, sarò io la mia fonte di ispirazione.

Quindi ho bisogno di tempo e metto in pausa anche questo mio spazio virtuale per un mesetto perché ho bisogno di staccare, è un lavoro duro ma qualcuno lo dovrà pur fare…
Ma prima voglio condividere con voi i miei compiti per le vacanze di agosto:

1) azzerare le aspettative secondarie di qualunque genere e concentrarmi sul qui e ora

2) ascoltarmi e decidere in base ai miei desideri, non in base a quello che gli altri si aspettano da me

3) mangiare almeno un gelato al giorno

4) lasciare che i Cinni siano quello che vogliono essere, zero tensioni perché mi hanno mangiato, non mi hanno dormito come se fossero un prolungamento di un mio braccio

5) ridere molto

6) guardare il mare almeno 10 minuti al giorno

E voi ce li avete i compiti per le vacanze?

Beh, va beh. 

See You Soon e che sia un agosto degno di nota per tutti 💜

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6 pensieri su “Compiti per le vacanze: siate la vostra prima fonte di ispirazione

  1. Valeria Piludu ha detto:

    Quanto mi ha colpito questo tuo post! Anche io non mi basto mai, c’è sempre quel qualcosa che avrei potuto fare di più odi redi meno… Ho un figlio molto vivace che sgrido sempre…siamo dai nonni in Sardegna, mia sorella lavora e ci sono anche i suoi 2 bimbi. I miei 2 e i suoi 2, una bomba ad orologeria… È il mio, il più grande, e’ quello che viene sempre preso di punta e a me spiace. Penso sempre, dove ho sbagliato? L’ho seguito così tanto eppure non posso mai mollare la presa. Per fortuna da domani ho deciso che starò in spiaggia tutta la giornata con 2 o 3 di loro, per la piccolina di mia sorella c’è la baby sitter. In spiaggia il caldo si sente di meno, loro litigano meno e forse io riesco a trovarmi, a ritrovarmi un po’ di più…

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    • LaSam ha detto:

      Cara Valeria, allora anche tu hai un compito! Stamattina guarda il mare 10 minuti di fila e non quello che fa o non fa tuo figlio perché sei stata e sei la mamma migliore che hai potuto essere per lui e se è vivace…evviva, sarà un uomo energico e pieno di interessi magari o magari no ma è comunque tuo figlio, perfetto così com’è 😘

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