Perché il Pap test conta

Questa è la mia storia personale.
Nulla di definitivo, generalizzato, universalmente valido, solo strettamente personale, solo la mia.
Non sto salendo in cattedra, insomma.
So però che la mia storia accomuna molte donne e so però che tante altre continuano a pensare che a loro non toccherà mai.
È per queste che ho deciso di scrivere.
Per quella piccola parte di donne, che spero sia piccola davvero, che pensa che la prevenzione sia cosa da poco, che non le riguardi o che “adesso non ho tempo, ci vado appena posso“.
Il momento giusto per andarci è ora, fidatevi.
Perché ne sono così sicura?
Perché è un errore che ho già commesso e mi piace pensare che gli errori servano ad imparare qualcosa che prima non sapevo.
Perché mediamente abbiamo 30 e passa anni e alzi la mano chi di noi ha fatto bambini col vecchio metodo del diamoci dentro? (Ma pure chi non ha bambini eh)

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Sono diventata mamma a 27 anni nemmeno compiuti e prima di allora un ginecologo lo avevo visto sì e no 3 volte.
Ma sono giovane, il mio mantra, a cosa serve se mi sento bene.

Nascono i gemelli in agosto, troppo presto. Sono mesi di ospedale, caldo africano come questo, nuove emozioni, pannolini e latte e poco pochissimo sonno.
Ci trasferiamo vicino alla mia famiglia provvisoriamente perché capiamo da subito che da soli non ce l’avremmo mai fatta. Altri casini, montagne di cose da fare.

Un giorno di novembre mi arriva una lettera. Mi hanno inserita nel programma di prevenzione regionale per il cancro al collo dell’utero come tutte le donne dopo i 25 anni, mi aspettano per fare un Pap test.
Prendo la lettera e la metto sul frigo dove ci rimarrà a prender polvere per dei mesi.

Ne arriva un’altra a febbraio.
Perché non è venuta, signora?
Oh ma signora a chi?!?!?
La metto sopra al frigo con quell’altra a farsi compagnia.
Adesso chiamo e ci vado, eh, aspetta che sistemo una paio di cose…
Ma poi i gemelli non dormono mai, c’è sempre una visita a cui portarli, vomitano come ossessi, sono stanca, voglio solo dormire, voglio solo sentirmi una mamma felice come quelle che vedo al parco spingere le loro belle carrozzine fiammanti, armate di portamerenda in cordinato con la borsa del cambio. E sono pure truccate.

Ad aprile arriva la terza lettera. Mi hanno riservato un altro appuntamento gratuito.
Non so perché questa volta copio l’appuntamento in agenda e decido assolutamente di presentarmi.
Forse perché ero arrivata al limite e mi sembrava così di rimettere mano su me stessa e la me di prima, un modo per tirarmi fuori dalla maternità sconvolgente che avevo vissuto fino a quel momento. Faccio una cosa per me, faccio il Pap test.

I risultati arrivano dopo un mese e mezzo. Positivo e anche seriamente positivo. CIN 3.
Vuol dire che dopo quello c’è il cancro.
Vuol dire che bisogna intervenire subito.
Mi opero a luglio, conizzazione cioè una porzione a forma di cono del tuo collo dell’utero che viene preso e buttato via perché malato. Quello stesso utero che è appena stato il luogo più sicuro del mondo per i tuoi figli, lo stesso che serve a dare la vita, che ti immagini sia vita allo stato puro, ti dicono che va buttato via. 

E poi sono controlli ogni 6 mesi per almeno 3 anni.

Avete capito bene, 3 anni. Di Pap test e colposcopie e non è detto che non possa ripresentarsi.
Tutto questo per colpa di un virus che si chiama papilloma e che nessuno mi aveva nemmeno mai nominato prima.

Sono stata distratta, mi sono creduta esente perché neo mamma, come se l’essere diventata mamma mi proteggesse in qualche modo o mi avesse creato una barriera anti-sfiga totale.
Invece no, ragazze, questo voglio farvi passare nelle vene: può succedere a tutte, nessuna è esente, anche se pensi di non avere il virus perché sei stata sempre attenta e hai usato sempre il preservativo, sappi che si trasmette anche oralmente e che il 70% della popolazione mondiale ha il virus senza che gli abbia mai dato alcun sintomo e magari nemmeno lo sa.

Se vi chiamano per un progetto di prevenzione regionale o nazionale ma anche se non vi chiamano, ricordatevi che fare il pap test 1 volta all’anno è una possibilità.  E le possibilità contano sempre.
Vi lascereste sfuggire la possibilità di una crociera gratis? O dell’offerta di pacchi di pannolini mastodontici al super o del vestito firmato che volevate da mesi in sconto al 50%?

Ora, è il momento giusto.

Per maggiori informazioni sulla prevenzione vi copio qualche link qui sotto e c’è anche la possibilità di vaccinare le bimbe contro il papilloma virus. Sapevatelo.

http://www.airc.it/cancro/tumori/tumore-cervice-uterina/?altTemplate=MobileSheetGuide#.Va9n5MlyzqA

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=27&area=Screening

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13 pensieri su “Perché il Pap test conta

  1. Mammachebrava ha detto:

    Grazie per il tuo post…anche io nell’ultimo periodo mi sono trascurata…mille cose a cui pensare…domani ho finalmente l’appuntamento dal ginecologo…tanta ansia e tanti sensi di colpa per aver aspettato tanto…speriamo bene!!!
    Teresa

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  2. momfrancesca ha detto:

    Mi dispiace Samantha per il tuo trascorso. Spero che non si ripresenti più!
    Ad ogni modo confesso: ho fatto forse due controlli prima della gravidanza, e poi controlli durante le due gravidanze. Ora però, come sai, il secondo ha 2 anni passati.. Forse un giro lo dovrei fare… Bel post!

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    • LaSam ha detto:

      Grazie Fra, purtroppo non è ancora del tutto trascorso visto che i miei controlli continuano e l’ansia è sempre a mille. Per questo ho voluto scriverne anche se mi è costato un pochino. Troppe volte per leggerezza o per mancanza di tempo ci si trascura e nemmeno si immagina che poi si sta in pista per anni.
      Fai un bel pap test e non pensarci più! ;)👍

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      • momfrancesca ha detto:

        Speriamo che tutto si risolva per il meglio!!! Hai proprio ragione, per non perdere mezza giornata a fare un controllo si rischia grosso, e si passa del gran tempo per curarsi. Contatterò la mia ginecologa di fiducia. 😊

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    • LaSam ha detto:

      Grazie 💜 per ora è sotto controllo, non sono ancora uscita dal programma follow up ma anche dopo continuerò almeno una volta all’anno. Perché ci si deve voler bene al di là dell’ipocondria 🙂 continua così!

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