Appunti sull’essere genitore e lo Slow Parenting Movement

Quando ho saputo che aspettavo due gemelli, non ho pensato a molto altro che agli aspetti pratici. 

Non ho mai pensato, ad esempio, a che tipo di mamma volevo essere, a quali comportamenti avrei adottato, quali linee guida avrei seguito nell’educare i miei figli. Ma ce le avevo, poi, ste linee guida?

Forse perché ero talmente sotto shock dalla notizia che avrei avuto DUE (!) neonati in un colpo solo, ho iniziato subito a collezionare in modo compulsivo vestitini, bavaglini, montagne di pannolini, compra la culla, non compriamo la fascia…o si? La sedietta ….o no?

Insomma, presa dal turbillion del fare, ho dimenticato l’essere.

Credevo che la maternità fosse, come dire…naturale e di norma lo sarebbe. Una donna mette al mondo un bambino. 

No, ladies, non finisce qui. 

Oggi fare la madre è un’impresa.

Mi sono piovuti tra le braccia due esserini chè anche se sei lì che aspetti, in gravidanza mica ti rendi conto di quanto mamma diventi dopo e di botto. Sì, perché gli esserini hanno una valanga di bisogni ma necessitano man mano anche di un genitore mentre tu sei una donna emotivamente instabile, ormonale come poche e mediamente privata di sonno.

Una buttata sul ring e che, lassù, fa del suo meglio.

Un genitore, per me, non è solo colui che ti piazza nel mondo a suo piacimento, un genitore è uno che il mondo te lo deve insegnare, non nel senso di impartire lezioni di vita ad minchiam ma proprio nel senso puro del termine: indicare le cose del mondo, tutto quello che c’è e quanto sia bello che esista una grande varietà e ricchezza di possibilità simile.

Poi però bisogna anche che un genitore ponga dei limiti a questa infinita varietà del mondo ed è lì che mi son trovata in pappa.

Ho aperto questo blog in un momento di stress emotivo, cercavo confronto, forse conforto, cercavo bellezza, complicità fra donne, cercavo spunti, immagini e oggetti utili o belli o interessanti e nel mio lungo girovagare per il web ho incontrato lui.

Un movimento, lo Slow Parenting Movement, inglese, classe anni ’70 e mi ha affascinata.

Da qui deriva il nome per il mio blog.

In breve, è un movimento nato per insegnare ai genitori il valore del rallentare e del porre attenzione e consapevolezza completa ad ogni livello di crescita dei propri figli. Una pratica di genitorialità basata non sul bisogno di essere artefici della vita del figlio h24 ma sulla gentilezza, l’ascolto e il rispetto della personalità e dei bisogni di ciascuno.

Si tratta di linee guida semplici, non restrittive, un’ offerta di un modello di vita improntato al rifiuto dell’eccessiva programmazione di qualsiasi aspetto quotidiano, del raggiungimento di determinati obiettivi sociali, della continua richiesta di perfezione che di fatto mina la capacità del genitore di credere in sè stesso e nelle sue doti di essere genitore, appunto, e porta i figli a farsi “rubare” gli strumenti che sono alla base della crescita: la scoperta e il gioco.

A me sembra un punto cruciale su cui riflettere perché non conto più le volte in cui ci definiamo stressati, sempre di corsa, con mille cose da fare, i nostri figli stanno sempre attaccati alla Play, al computer o sono chiusi nel mutismo.

Mi lamento spesso che sono stanca, che non vengo capita, che non ho spazio per me ma poi alla fine dei conti: quanto faccio per me e la mia famiglia per gettare le basi del l’ascolto e della comprensione, del rispetto reciproco?

Allora inizio spegnendo la tv e silenziando il cellulare almeno un paio di ore al giorno e semplicemente mi godo il silenzio. 

Cerco di capire i gusti dei miei figli che ancora non parlano osservandoli giocare.

Organizzo qualche pomeriggio di gioco e il resto del tempo…ce lo giochiamo.

Da quanto non fate una bella chiacchierata con vostro figlio su quello che lo appassiona al momento? Da quante sere vi cala la palpebra prima che riusciate ad arrivare in fondo alla seconda pagina di un libro che pure vi piace moltissimo?

E allora riprendiamoci il diritto a fare meno ma con più qualità, a disconnetterci, ad essere meno social e più selettivi, ad essere più noi stessi e meno quello che gli altri si aspettano.

E riserviamo lo stesso trattamento ai nostri figli.

Cosa potrà mai capitare?

(Qualche notizia in più : https://slowparentingmovement.wordpress.com

Per chi vuole fare un giro tra qualche articolo accademico sul movimento, provate qui.)

Annunci

2 pensieri su “Appunti sull’essere genitore e lo Slow Parenting Movement

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...