Quello che voglio ricordarmi di voi ovvero una fotografia, adesso

Per voi, io sono LA MAMMA.

Sono, tipo, un’ entità primordiale, la madre di tutte le madri, un essere pluriforme.

La Mamma Pig? Sono io.

La mamma di qualunque bambino incontrate? Sono io.

Trovate il disegno, la raffigurazione allegorica, una foto con una mamma e un bimbo? Sono io e il bambino è uno di voi, a scelta.

La mucca mamma e il vitellino della fattoria dei Lego che vi hanno regalato a Natale? Sempre io e uno di voi.

La manina tocca la mia testa, poi la testa della mamma in questione. Io sono la mamma, punto.

La macchinine volano. Le ciabatte volano. Le mani volano. Gli animali di legno volano.

Per voi, tutto può volare. Basta sapere come fa il rumore dell’aereo.

Rici balla, Ale canta la canzone di Masha, quella dove si fa il bagno 7 volte e Orso le cuce 7 vestiti nuovi.

Palmo della mano aperta, dito che scorre sul palmo significa “mamma, sono un nativo digitale, sgancia l’iPad”.

Credete nella “magia del mentino”. Una scatola che produce caramelle dal nulla, una sola volta al giorno ma solo e soltanto dopo che ho recitato una meravigliosa formula magica.

Se uno beve, l’altro vuole bere. Se uno chiede un grissino, è certo che dopo 2 minuti arriverà anche l’altro e vorrà un grissino. Se uno cade, l’altro corre a chiamarmi anche se sono a due passi. Se uno ha una macchinina, cercherà una macchinina simile e la porterà al fratello, in una sorta di bilancia dell’egualianza che deve essere sempre a bolla.

Il bacio è qualcosa che coinvolge tutta la faccia. Parte dal naso, si lecca la bocca, si accosta occhio contro occhio e guancia contro guancia. Finisce solo quando si dice “MUUUUUAAAAA”. Forte, con le vocali lunghe. Lunghe come il bacio.

Si corre rigorosamente per mano o trascinando qualsiasi cosa faccia un rumore infernale. Voi correte dandovi la mano, avanti e indietro dalla finestra della cucina alla porta di ingresso di casa. Urlando, per ore. Non vi stancate mai, perché il vostro mondo è tutto qui, siamo noi e vi basta.

Dormite ancora col culetto all’insù. Come quando avevate 6 mesi. A volte penso sia il pannolino che vi tiri su, tipo mongolfiera e scoppio a ridere da sola in camera vostra.

Parola d’ordine: lanciare. Tutto, subito, senza senso. Lancia che ti passa.

Vi piace quando vi leggo i libri. Mi indicate le cose e volete un nome preciso e ogni tanto faccio finta di sbagliare ma non vi frego mai. Voi col dito fate nonononono e indicate di nuovo lì e il dito non si sposta finché non avete sentito la parola giusta.

Ale sa contare fino a due con le dita. E adesso tutto è doppio. Due biscotti, due merende, due libri, due volte, due giri in bicicletta, due orsetti, due e basta, così perché fare due con le dita è bello.

Due come voi, mentre io sono una. Una che ogni giorno ha il privilegio di seguire quello che mi sembra sempre un miracolo. La mente di due futuri uomini che si forma davanti ai miei occhi.



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20 pensieri su “Quello che voglio ricordarmi di voi ovvero una fotografia, adesso

  1. Bibi ha detto:

    Emozionante. E quando poi ti ritrovi davanti un ometto in divenire (di 15 anni) ti meravigli di come sia fantastico e di come quelle ore incui gridava e che ti sembravano infinite invece siano volate via.

    Liked by 1 persona

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