Le nude emozioni : del perché la figura del super genitore non funziona

Uno spunto come sempre interessantissimo della nostra Chiara arriva anche oggi.
Cosa succede nelle dinamiche della coppia che diventa una famiglia?
Perché noi mamme sentiamo sempre di dover diventare una di quelle da Mulino Bianco, senza se e senza ma?
Sempre felici e sorridenti e piene di cure, attenzioni e pazienza verso i nostri figli anche quando vorremo berci un caffè e leggerci un libro in santa pace?

———————————————————————

Questa settimana lo spunto per il mio post è arrivato da un libro che sto leggendo; l’autore è Whitaker, un famoso psicoterapeuta che ha lavorato per tutta la vita con le famiglie.
Dopo aver affrontato il tema dei vissuti e delle emozioni che accompagnano le mamme alle prese con l’assunzione del loro ruolo genitoriale mi sono chiesta: e il papà che fa? Quali vissuti accompagnano il padre di fronte ad una partner completamente rapita dall’amore per suo figlio? Quali sono le fantasie materne che impediscono di trovare nel proprio compagno una spalla?

“C’è una sola cosa più triste dei bambini precocemente adulti:
sono gli adulti emotivamente infantili
che si sforzano intellettualmente di giocare ad essere adulti.”

La scorsa settimana abbiamo parlato di vissuti ed emozioni inaccettabili per quella che ho definito la “mamma DOC” ovvero la mamma che tutto può e tutto sa, colei che non deve mai essere colta in fallo, colei che È in funzione di quanto si avvicina alla mamma dipinta nelle pubblicità e nell’immaginario collettivo.
Nella realtà sappiamo che non esistono le famiglie del Mulino Bianco.
Lavorando con le famiglie mi rendo sempre più conto di quanto l’immaginario di un ruolo influenzi la libertà di espressione del proprio Sè, costringendoci a rivestire una maschera che incatena il nostro vero essere e la nostra libertà di essere.
L’assunzione del ruolo materno è una grande gioia, ma nel contempo può rivelarsi un grande rischio di irrigidimento e occasione per ritornare a fare i conti con il proprio passato e i propri vissuti di figlia. Pensiamo ad esempio alle prime esperienze di intimità corporea tra madre e bambino durante l’allattamento o il bagnetto e ai rituali dell’addormentamento: essi risentono dell’intimità che lei stessa ha sperimentato con sua madre.
Paradossalmente essere madre diventa un processo in cui si scopre di più se stessi occupandosi degli altri. Ecco allora la grande potenzialità insita nel ruolo materno: è un’occasione di apprendimento! Tuttavia l’apprendimento necessita di un insegnante e di un allievo.
È una questione di ruoli complementari: l’insegnante spiega, l’alunno apprende; il bambino strilla, la madre risponde con il seno. Uno non può essere senza l’altro.

Come infrangere il mito di se stessi?

Mettendolo in ridicolo (ridere di se stessi) e creando un contro-mito!
Per ridere di se stessi occorre riconoscere le proprie debolezze, spesso relegate nel buio del nostro inconscio perchè inaccettabili: una brava mamma non può e non deve irritarsi di fronte al pianto insistente di suo figlio, non può sentirsi inadeguata a fare il primo bagnetto, non può essere terrorizzata durante il primo accesso al Pronto Soccorso.
Nella creazione di un contro-mito il nostro partner è la spalla che ci serve! E credetemi lui non aspetta altro!
Spesso incontro padri che si definiscono come una sorta di VOYEUR: stanno lì ad osservare quella che un tempo era la partner che li desiderava e che ora è totalmente assorta a coltivare un’altra relazione con un esserino capace di darle un godimento nemmeno paragonabile ai loro precedenti orgasmi sperimentati nell’intimità di coppia. Inoltre il padre si rende conto che lui non sarà mai in grado di raggiungere la straordinaria eccitazione che lei sta provando.
È una situazione psicologica occulta alla quale si reagisce negando e le frustrazioni del padre e le soddisfazioni della madre.
Tuttavia tra i compiti più importanti dei genitori vi è quello di aiutare i figli a diventare consapevoli del loro diritto di essere se stessi. Come posso fare questo se non riconosco tale diritto prima in me stesso?

Le nude emozioni

Un mio paziente mi ha raccontato che nell’Italia meridionale soleva l’abitudine di non mostrare ai bambini il corpo del padre morto perchè si riteneva che ciò li indebolisse. Così i bambini orfani di padre nn potevano assistere nè alla veglia nè ai funerali del proprio genitore.
Credo che questa usanza sia stata trasposta a tutti i momenti in cui i genitori si trovano in difficoltà. Le nostre difficoltà segnano la morte della nostra immagine di genitore DOC? Cosa succede al nostro bambino se ci dovesse vedere piangere, arrabbiati, impauriti?
Whitaker ritiene che più sono nude le emozioni che il bambino vede nei propri genitori, più sarà preparato ad affrontare i momenti di nudità che scorgerà in se stesso o negli altri nella vita adulta. Ovviamente l’espressione delle emozioni dell’adulto deve comprendere un’attenzione al modo, in quanto il bambino non nasce già emotivamente competente, ma svilupperà nel corso degli anni le sue abilità emotive anche e soprattutto grazie ai genitori.
La scoperta che la madre può arrabbiarsi e perdere il controllo libera il bambino dal terrore di poter uccidere qualcuno o di essere un mostro a causa dei suoi pensieri cattivi. È come se il bambino vedendo il genitore facesse un discorso interno del tipo “Posso permettermelo anche io e senza conseguenze devastanti”.
Ebbene si care mamme il bambino che scopre la mascolinità di sua madre e la femminilità di suo padre ha fatto una scoperta fondamentale su se stesso!

dott.ssa Chiara Rainieri
Psicologa clinica e dello sviluppo
http://www.chiararainieripsicologa.it
info@chiararainieripsicologa.it

———————————————————————————

Credo di avere io stessa un lungo lavoro da fare.
Sì.
Ma su di me!
O meglio quella parte di me che si vede pronta a tutto e sempre efficiente per i Cinni, dimenticando che a volte davvero basterebbe dire “la mamma è stanca, coccoliamoci”.

E voi come siete messe?

Annunci

4 pensieri su “Le nude emozioni : del perché la figura del super genitore non funziona

  1. Marty - Dilloallamamma ha detto:

    Bellissimo spunto e articolo.

    sono sempre stata convinta di mostrare i sentimenti che ci pervadono, anche perché i bambini li sentono lo stesso anche se impariamo a nasconderli. econdo me altrettanto importante è spiegare che cosa è quel sentimento e perché c’è, con un linguaggio adatto sia per quelli positivi che negativi! 🙂

    Liked by 3 people

  2. monticiana ha detto:

    Sono convita che coi figli bisogna essere sinceri e non nasvondere stati d’animo negativi, periodici, dietro sorrisi forzati, perchè se ne accorgono! È incredibile quanto percepiscano dell’atmosfera che li circonda. Io gioc

    Liked by 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...