Tutto quello che nessuno ti ha mai detto sul sonno di tuo figlio: quando addormentarlo è un problema

Continua il nostro viaggio nel mondo intricato del sonno dei nostri bimbi.
Dopo averci dato qualche consiglio ben piazzato per un addormentamento sereno, oggi Chiara ci racconta la sua esperienza.

Come mi comporto se mio figlio rifiuta categoricamente di andare a dormire?
E se tutti i miei tentativi sembrano vani e la situazione degenera in urla, strepiti e ansia totale?

Anche alla nostra psicologa è successo e per di più in ambito lavorativo.

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NON È SEMPRE COSÌ SEMPLICE…

Eh già! Voi, care mamme, lo sapete meglio di me!

Io non sono mamma ma vi voglio raccontare ciò che ho imparato da un’intensa esperienza lavorativa avuta in una Comunità mamma-bambino.
Lì mi dovevo occupare di una bambina di 30 mesi, che chiamerò Sara, provvedendo a ogni suo bisogno perchè ospitata in struttura senza figura genitoriale.
Spesso un bambino con una storia difficile è un bambino che non si addormenta con facilità. Sara era una di quelli!

Durante iI mio primo giorno di prova i colleghi fecero subito un test delle mie abilità materne: mi chiesero di fare addormentare Sara, dandomi in mano un biberon e dicendomi che sul comodino avrei trovato dei libri di favole.
Mi adagiai di fianco al letto della bimba e iniziai con la lettura, ma ben presto mi accorsi che a Sara non interessava; era molto più divertita dal tirare calci contro il muro di cartongesso.
Feci finta di nulla e proseguii con la storia. Niente da fare: il piccolo diavolo era vispo e sguazzava su e giù dal letto.
Provai a fingere di essere perfettamente tranquilla e, usando un tono di voce calmo, dissi che era ora di dormire, invitandola a mettersi sotto le coperte. Nulla da fare.
Capii che era lei a tenere il controllo della situazione, così presi coraggio e con tono fermo e deciso dissi che quello era il momento di dormire, che avremmo giocato la mattina dopo quando il sole sarebbe uscito di nuovo e che se voleva potevo stare lì con lei a leggerle una storia.
Sara pianse. Io la lasciai fare, con il cuore che piano piano si spezzava.
In quel momento mi ricordai di un corso di formazione a cui avevo appena partecipato, durante il quale il direttore del Centro parlò della sintonizzazione che possiamo trovare con il nostro corpo e con l’Altro che abbiamo accanto.

Così misi in pratica le tecniche che avevo appreso.
Entrai in uno spazio di ascolto del mio respiro, portando l’attenzione all’interno e lasciando ogni pensiero e preoccupazione fuori dalla mia mente. Non era di certo facile: sentivo la stanchezza di una giornata lavorativa sulle spalle, il peso delle aspettative della mia responsabile rispetto alla mia capacità di gestire quella situazione e la mia rabbia che scaturiva dalla sensazione di non farcela.
Sempre mantenendo uno stato di ascolto del mio respiro, con leggerezza iniziai a fare un piccolo massaggio di carezze a Sara: dai piedini, passando per le gambe, fino ad arrivare alla schiena.
Nonostante la bambina non amasse molto il contatto fisico, con i suoi tempi, si abbandonò in uno stato di rilassamento e di quiete, che cercai di favorire canticchiando sottovoce una dolce ninna-nanna.
Dopo alcuni minuti Sara si addormentò. Non ci potevo credere.
Pensai “è stata fortuna!”, ma dovetti rettificare quando il giorno dopo e per la maggior parte delle volte in cui la portavo a dormire, mi prendeva la mano appoggiandola sul suo pancino (scoprii che era la parte del corpo che preferiva sentire massaggiata).

Da quel giorno, quando entravo nella stanza di Sara, tenevo bene a mente alcune cose:
− In quella camera c’eravamo io e lei. Noi due sole. Tutto il resto rimaneva fuori;

− L’ascolto del mio respiro mi aiutava a portare attenzione al qui-ed-ora e alla relazione tra me e la bimba;

L’atteggiamento che favoriva l’addormentamento era di tipo autorevole: co-costruivo con Sara la routine di addormentamento (“Vuoi che ti leggo una storia o che ti faccio un massaggino?”), ma non mancavo di essere ferma e decisa davanti ai suoi capricci.

− Quando davo spiegazioni alla bimba, evitavo di usare termini come “domani” o “quando ti svegli”, se non accompagnati da una più esauriente spiegazione.
Non mi limitavo a dire “domani giocheremo ancora” o “quando ti svegli giocheremo” ma “domani, quando uscirà il sole che porta la luce, andremo a giocare giù nel prato. Adesso vedi (mostrandole la finestra) c’è buio e non si può uscire a giocare. Vedi qualche bimbo fuori che gioca? Sono tutti a nanna!”
Questo perchè nel bambino il concetto del tempo si struttura piano piano ed è bene usare riferimenti a indizi visivi o sonori che lui può cogliere, come luce del sole/buio, suono della sveglia/silenzio, ecc.

Non era per nulla facile!
Soprattutto quando era una giornataccia e il mio umore era traballante.
Ma sono grata a Sara perchè mi ha fatto capire che la sintonizzazione con l’Altro non è possibile senza un preliminare ascolto di se stessi.

dott.ssa Chiara Rainieri
Psicologa clinica e dello sviluppo
http://www.chiararainieripsicologa.it
info@chiararainieripsicologa.it

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Vi ricordo che se volete saperne di più sulla attività professionale della nostra psicologa, basta cliccare sul sito http://www.chiararainieripsicologa.it

Giovedì prossimo ci dirà qualcosa di più sui risvegli notturni, argomento per me scottante visto che sono arrivata ad alzarmi 25 volte per notte -contante, giuro- al richiamo disperato di uno dei due Piselli, a caso.
Risultato: madre zombie, biberon in forno, calzini nel wc credendo forse che lo sciacquone sostituisse la lavatrice…

Stay tuned!

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2 pensieri su “Tutto quello che nessuno ti ha mai detto sul sonno di tuo figlio: quando addormentarlo è un problema

  1. Ellisteller ha detto:

    Molto interessante il racconto di Chiara. I bimbi sono molto sensibili al nostro umore, alla nostra energia… Con il mio bambino, ho spesso la sensazione che reagisca al mio stato d’animo, non alle mie parole (come quando sono stanca e arrabbiata, soprattutto di notte, mentre a parole cerco di mostrare calma e tranquillità). Grazie per questo appuntamento settimanale Sam!

    Liked by 1 persona

  2. tsukina83 ha detto:

    aspetto questo appuntamento assolutamente incuriosita…Margherita, che non è mai stata in sintonia con il sonno, oltre ai risvegli notturni ( attendo con ansia il post) ora ha cominciato a far fatica ad addormentarsi quando prima era l’unica cosa semplice. Mi sono resa conto che sia per me che per L. è un periodaccio e che probabilmente le piccole antenne della peste lo sentono eccome…stasera proverò a lasciare tutto fuori dalla porta…vediamo come va…

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