Tutto quello che nessuno ti ha mai detto sul sonno di tuo figlio

Oggi inauguriamo una serie di incontri virtuali in cui parleremo di un tema a me MOLTO caro!!
Il sonno.
Vi ho già parlato qui dei problemi di addormentamento dei Cinni e dei miei metodi piuttosto fai-da-te.
Sul pianeta Slow per 20 mesi non si è mai dormito in modo regolare e per molto tempo l’addormentamento è stato un vero incubo ma in tutto questo non mi è mai venuto in mente che invece potevo chiedere aiuto, oltre che al pediatra, ad altri professionisti. Come che la mia fosse una croce da portare ad ogni costo, come se fosse una cosa naturale.

Non credo di essere la prima e unica madre con le occhiaie alle ginocchia e l’espressione intelligente come quella del pesce pescato.
Ecco allora che ho pensato potesse essere di interesse comune ragionare un po’ su questo argomento e, per farlo, ho interpellato una bravissima psicologa, la dott.ssa Chiara Rainieri, che ci accompagnerà in un viaggio faticoso, non sempre soddisfacente agli inizi ma che sono certa che sarà di aiuto a tutte e porterà ottimi risultati.

Per saperne di più sull’attività di Chiara e sulla sua figura professionale potete cliccare qui.

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L’altra sera a cena è stato rispolverato il set di aneddoti che da 29 anni accompagna i miei racconti familiari. Tra i ricordi più significativi spiccano le infinite ore di sonno che i miei genitori hanno perso durante i miei primi anni di vita.
Io ovviamente non ricordo nulla, quindi faccio domande per conoscere quello che succedeva nelle incriminate notti insonni.

“Non è che non dormivi. Ti addormentavi e ogni mezz’ora ti svegliavi” .
“E voi cosa facevate?”.
” Ti davamo il biberon con la camomilla. Ne bevevi un pò e ti riaddormentavi. Ma dopo mezz’ora si ripeteva lo stesso copione.”.
” Mamma, ma la camomilla a certe dosi diventa eccitante! Forse non era proprio tutta colpa mia…”.
“Cosa vorresti dire? Che non ero abbastanza informata su come si addormenta un bambino? Che non ero sufficientemente brava per farti addormentare?”.
“Assolutamente no! Stavo pensando che forse c’erano cose che ti preoccupavano, pensieri che abitavano la tua mente , che si intromettevano tra te e me minando la nostra capacità di sentirci”.
‘Sarà, ma dopo 18 anni riesco a sentirti benissimo quando fai le 4 del mattino e ti svegli a mezzogiorno!”

TOUCHÉ!
Questo simpatico scambio di battute condensa alcune tematiche che molte mamme si trovano ad affrontare quotidianamente, tra uno sbadiglio e una passata di correttore sulle occhiaie.
Perché non dorme?
Cos’ha mio figlio?
Cosa disturba il suo addormentamento e/o il suo sonno?
Cosa posso fare per aiutarlo?

IL SONNO

Sappiamo che il sonno è un fenomeno fisiologico che occupa una discreta porzione di tempo delle nostre giornate. La sua funzione è quella di “ristorare” mente e corpo, consentendo un momentaneo riposo dalla miriade di stimoli che ci bombardano ogni giorno.
Se nel primo anno di vita il sonno è uno stato in cui il bambino cade per stanchezza, quasi senza accorgersene, successivamente diventa qualcosa di più complesso. Il padre della psicoanalisi ci ha insegnato che durante il sonno abitiamo un mondo diverso da quello della veglia, nel quale è possibile sognare, permettendo all’inconscio di esprimersi in modo mascherato.
Per il bambino è un mondo nuovo e il passaggio dal mondo rassicurante (perchè conosciuto) al mondo pauroso popolato di estranei, non è sempre così semplice.
In tutto ciò l’adulto ha un ruolo importantissimo: deve essere mentore del bambino, accompagnandolo ad affrontare l’esperienza dell’addormentamento e la gestione del distacco dal mondo conosciuto a quello sconosciuto.

INDIVIDUALE vs AMBIENTALE

Per ogni figlio che non dorme vi sono genitori impegnati nell’estenuante gioco della ricerca delle motivazioni, di quelle malefiche cause che non permettono al pargolo di dormire (e ai genitori di fare altrettanto).
Se riprendiamo la definizione di sonno precedentemente esposta, possiamo individuare due variabili importanti e interdipendenti:

− una di tipo più individuale, determinata dalle caratteristiche idiosincratiche del bambino
− una di tipo educativa, che risente delle caratteristiche dell’ambiente che circonda il bambino

Questo cosa significa?
Che in quanto individui ognuno di noi ha delle peculiarità caratteriali che lo predispongono ad affrontare con più o meno timore le situazioni (chi ha avuto due figli o più ne ha dimostrazione: quanto sono diversi nei modi e nei tempi di addormentamento?).
Occorre inoltre considerare l’eventuale presenza di problematiche di salute o alcune fastidiose fasi del ciclo di vita (es. i dentini), che potrebbero minare il sonno. Per tale ragione un ambiente familiare capace di sintonizzarsi sul bambino, gli consentirà di acquisire quella sicurezza necessaria ad affrontare il distacco tra veglia e sonno.

Esistono allora mamme fortunate perchè loro figlio dorme?
O possiamo parlare di mamme che riescono con meno sforzi a sintonizzare il loro canale con quello del bambino?

Questo non vuol dire che tutte le altre siano da relegare nell’insieme delle “bad mum”. Anzi!
Sono spesso dotate di grandi risorse, impegnate full-time tra lavoro, casa, figli e partner, con tutto il collage di preoccupazioni, pianificazione ottimale della settimana, carico emotivo e fisico, rabbia per il tempo che non è mai abbastanza, ecc. che minacciano lo stabilirsi di un canale di ascolto con il proprio figlio.

Come fare?
Nel prossimo appuntamento parleremo di alcuni consigli per addormentare serenamente il nostro bambino.

dott.ssa Chiara Rainieri
Psicologa clinica e dello sviluppo
http://www.chiararainieripsicologa.it
Info@chiararainieripsicologa.it

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Io ringrazio Chiara per avermi aperto una finestra interessantissima su un mondo che in realtà consideravo molto meno “complesso”!
E voi?
Quali sono le vostre esperienze?

A giovedì prossimo!

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21 pensieri su “Tutto quello che nessuno ti ha mai detto sul sonno di tuo figlio

      • momfrancesca ha detto:

        Ehm… I miei figli hanno sempre dormito tutta la notte. La prima dai tre mesi, il secondo già a un mese e mezzo tirava le 5 ore di sonno, per poco dopo passare a tutta la notte. Ora, la situazione nanna è: a letto ore 21 (massimo 21:30) sveglia ore 8:00. A volte Principe si sveglia verso le 7/7:30, ma nel pomeriggio dorme due ore. Ecco perché.. Però tu hai chiesto le esperienze, e io ti ho portato la mia, inutile… 🙂

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      • LaSam ha detto:

        Eh no è utile anche questa!! Intanto per odiarti un pochino…
        Ahahahahah, scherzo assolutamente!
        Anche la nostra situazione si è stabilizzata da 6 mesi a questa parte …ma resto molto interessata all’argomento e alla condivisione di metodi ed esperienze!

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      • momfrancesca ha detto:

        Ahah immaginavo! Io non so che dire, mi è capitato di ricevere la domanda: ma come fai? E ho spiegato che sin da piccolini han dormito nel loro lettino, a sei mesi spostati nella loro stanza e nulla. Li metto a dormire con lo stesso rito, agli stessi orari, loro dormono. C’è da dire che io sono una persona molto tranquilla e praticamente mai stressata. Forse, e dico forse, anche questa tranquillità è trasmessa a loro che sono anche dei bambini molto tranquilli.

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  1. tsukina83 ha detto:

    Ecco… Francesca è ufficiale…un pò ti odio!
    La mia Nana ha sempre avuto un rapporto di amore e odio con il sonno, l’abbiamo spostata secondo me tardi nella sua cameretta perchè visti i suoi millemila risvegli notturni era più comodo averla vicino. Peccato che poi ho scoperto per caso che aveva il sonno dei gatti e ad ogni minimo rumore ( anche noi che ci giravamo nel letto…) si svegliava e non riusciva più a rientrare nel sonno profondo. Appurato questo l’abbiamo spostata in cameretta e la sveglia era una sola per mangiare, un sogno paradisiaco per noi.
    Ora alterniamo notti di sonno continuato dalle 21 alle 7 a notti in cui ci sono 4/5 risvegli.
    A 5 mesi di addormentava da sola, ma non perchè sono brava anzi…una sera che ero stremata dal doverla cullare per un’ora per farla dormire, l’ho adagiata nel suo letto le ho dato la buonanotte e le ho detto che la mamma ci sarebbe stata anche la mattina dopo…in due minuti dormiva…così ho rifatto le sere successive e da allora si addormenta da sola ( non sempre, ma il 99% delle volte succede).
    Sto ancora aspettando una settimana di fila di notti senza risvegli, ma mi ripeto come un mantra che arriveranno oppure che mi chiederà direttamente quello di cui ha bisogno e forse sarà tutto più semplice.
    🙂

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  2. mammagisella ha detto:

    Mamma di gemelli all’appello. Totale figli nella stessa camera: tre.
    Ti porto la mia esperienza. Dudi, la maggiore, 5 anni, ha da sempre un ottimo rapporto con il sonno. Fin da piccolissima ha dormito tutta la notte. Ricordo che, ai tempi, di questa cosa mi vantavo non poco (povera illusa… non sapevo cosa avrei passato in futuro…. e se l’avessi saputo avrei adottato metodi contraccettivi potentissimi!!!!! ahah.. scherzo…….)
    Comunque, ai tempi ascoltavo le colleghe con bimbi insonni e pensavo “Povera gente…….”.
    Dudi ancora oggi dorme profondamente e nemmeno sente le urla dei fratelli….
    Con l’arrivo di Paco e Chicchi, che oggi hanno quasi 18 mesi, ho sperimentato cosa significhi avere bimbi con un rapporto critico e problematico nei confronti del sonno. Paco ha da sempre il sonno più pesante, mentre a Chicchi basta sentire il lenzuolo che si sposta per svegliarsi e piangere a squarciagola…. Pur essendo gemelli e ricevendo le medesime attenzioni e educazione, reagiscono a qualsiasi cosa in modo molto diverso.
    Entrambi hanno avuto problemi fin da subito (diciamo da quando ho smesso di allattarli la notte) con il sonno. Ho dovuto adottare, mio malgrado, il metodo Estivill. Proprio io che con Dudi ho praticato il coosleeping ogni volta che ne avevamo voglia. Nonostante questo, fino ai 16 mesi dei piccoli non abbiamo MAI dormito una notte intera…. Dormendo nella stessa camera i piccoli si svegliavano a vicenda e le urla e i pianti erano continui e a volte sovrumani. Un delirio.. L’addormentamento non ha mai dato grossi problemi… Ma i risvegli notturni erano una costante…. C’è stato un periodo, prima di conoscere Estivill, in cui per Chicchi mi sono alzata fino a quindici volte a notte….
    Quando, due mesi fa, sono rientrata al lavoro, mi sono imposta di non alzarmi più la notte. E loro hanno finalmente imparato a riaddormentarsi e consolarsi da soli. Certo, la Chicchi si sveglia fra le 5,30 e le 6,30 del mattino..C’è da dire, però, che alle 20,30 sono già a letto,,,,
    Oggi noi adulti riusciamo a dormire 6 o 7 ore filate e devo dire che mi sembra un sogno. I mesi passati sono stati durissimi e ho davvero pensato di impazzire……….

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