La giornata mondiale della prematurità

Tutti ma proprio tutti, persino la postina, la signore della frutta, la ginecologa, mia nonna, il primo passante in strada, mi dicevano in continuazione : i gemelli nascono prematuri, sempre.
MegaManager e suo fratello gemello sono nati di 6 mesi.
Mia nonna ha partorito due gemellini a nemmeno 6 mesi di gestazione e purtroppo loro sono nati nel periodo storico e nel posto sbagliato e non ce l’hanno fatta.

Ho scoperto poi che non è SEMPRE così.
Non serve essere gemelli per essere prematuri.
E la prematurità oggi è gestita egregiamente in moltissimi ospedali.

Nel Mondo, 1 bambino su 10 nasce prematuro, e in Italia, ogni anno, sono circa 30.000-35.000 i neonati pre-termine, bambini nati prima della 37esima settimana di gestazione o a termine ma di basso peso.

Mi sembra un bel numero.

Fatto sta che i miei gemelli sono nati alla 32 esima settimana.
Non troppo prematuri o gravemente prematuri, come li definiscono ma nemmeno una passeggiata di salute insomma.
Pesavano 1,975 kg e 2,197 kg.
Perché in questi casi conta anche il grammo.
Erano piccoli, sì.
Sembravano molto fragili, sì.
Sembravano ancora più fuori dal mondo che appena venuti al mondo.
Sembravano due piccoli mutanti alieni ringrinziti.

Non li ho potuti vedere per 5 giorni, dopo il parto.
Cinque lunghissimi giorni in cui mi sembrava di non essere più io, non facevo che piangere, avevo subìto un taglio cesareo e avevo la febbre a 40, l’ospedale mi aveva dimessa dopo solo un giorno e mezzo di degenza e la mia continua richiesta di poter entrare nella TIN, la terapia intensiva dove avevano ricoverato i miei Piselli, era sempre vana e accompagnata da una frase che era come un macigno : ” Noi dobbiamo provvedere ai vostri bambini, non possiamo prenderci cura di lei! E se ci sviene lì dentro? La lasciamo per terra perché magari dobbiamo somministrare un medicinale ad un piccolo paziente?”

Io sentivo solo : non hai saputo proteggere i tuoi figli, non li hai protetti dentro di te abbastanza, non li hai nutriti abbastanza, è colpa tua.

Ci è voluto molto tempo per superare la cosa.
Il buco che ti crea passare giorni e giorni in ospedale con una piccola mano da stringere, anzi due, in due stanze diverse così che inizi a cronometrare il tempo per non dare un secondo in più a uno piuttosto che all’altro.
Stare lì a guardare quel corpicino pieno di tubicini e devi infilargli la tutina.
E non c’è neanche il manuale di istruzione per lo sgroviglio dei tubi.
Ti danno in mano un biberon così piccolo che la metà delle volte scivola dalle mani e speri che l’alieno con gli occhi chiusi beva quei 3 ml di latte. Tre. E non piange nemmeno dalla fame, apre gli occhi ma sembra non vedere niente, sembra che non gli faccia nemmeno differenza che tu sia lì oppure no ma tutti ti continuano a ripetere che invece sei fondamentale anche se tu ti senti inutile.
Vai in quelle stanzette giallognole a tirarti il latte assieme ad altre 5 o 6 sconosciute e ti senti tanto una mucca. Ne più nè meno.

La buona notizia è che poi passa.

Ma nel mentre è sempre bello sentirsi parte di un destino comune, fare comunità con i genitori che si sentono come te, aprirsi, stringersi e poi andare a casa con i propri minuscoli fagottini, un po’ più ricchi.

Per questo sono felice che ci siano state e ci siano tante iniziative in questi giorni a sostegno di questa che non è una malattia e non è per forza una condanna a morte.
È un percorso, diverso, forte, che ti lascia dei segni ma ti lascia anche un bagaglio di maroni quadrati che ti servirà per sempre.

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5 pensieri su “La giornata mondiale della prematurità

  1. melatequilabionda ha detto:

    Mio figlio è nato di 35 settimane precise. Prematuro ma non troppo. 2 kg scarsi ma la fortuna dalla sua: niente Tin, apgar 9, travaglio iniziato spontaneamente, parto naturale molto rapido, culla termica giusto il pomeriggio della nascita poi solo lampada per 5 giorni per l ittero, crisi respiratorie che si risolvevano da sole. Mangiava poco perché non aveva forze, dopo due succhiate si addormentava ma io ho tratto forza dallo staff della clinica che mi ha rassicurato sul fatto che anche due gocce di colostro gli davano energia, di tenerlo sempre al seno, di fare marsupio terapia.
    A me è andata bene, non è la settimana di nascita in sé a determinare il successo ma una serie di fattori: una mia amica ha partorito alla mia stessa identica epoca gestazionale ma suo figlio, che peraltro pesava 2.,5 kg, è stato due mesi in Tin.

    Eppure ricordo ancora il mio terrore quando ho rotto le acque nel mezzo della notte, la mia pena nel vedere questo scorbio che aveva ancora l’aspetto di un feto, così piccolo, che rantolava piano, mentre nel resto del nido c’erano bimbi belli, grandi, con le guance tonde e la pelle rosa che strillavano forte

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    • LaSam ha detto:

      Grazie per la tua testimonianza, mi piace sempre ascoltare le storie di altri genitori che hanno vissuto questa esperienza.
      In effetti sì, ci sono tanti fattori che incidono, l’ho notato con i miei bimbi che seppur nati nello stesso momento hanno avuto percorsi molto diversi, Riccardo ha fatto molta piu fatica. Ma al genitore non cambia la sensazione di paura e ansia e tutto quello che ci sta dietro. Mi piace che se ne parli perchè il sostegno è l’unica risposta.

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  2. momfrancesca ha detto:

    È un peccato che tu per cinque giorni non abbia potuto vedere i Piselli. Non capisco, come ti hanno potuto mandare a casa dopo un giorno e mezzo, per cesareo? Pazzesco… Ad ogni modo tutto si è risolto per il meglio, a voi come fortunatamente a tantissimi altri piccoli scriccioli. Non sapevo fossero così tanti i nati prematuri, in bocca al lupo a tutti loro e a tutte le mamme… Forse posso solo immaginare la sensazione di inutilità, io ero già nel panico perché non mi portavano Principe, ma me lo portarono dopo tre ore.. Forza a tutte le mamme!

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  3. mammagisella ha detto:

    Quando ero in attesa dei miei gemelli, tutte le persone che avevo intorno non facevano altro che dirmi che sarebbero nati prematuri. Anche il personale sanitario insisteva molto su questa cosa…. Tanto che alla fine mi ero lasciata talmente condizionare, da considerarmi una mamma di prematuri ancor prima che nascessero,,, Alla fine i miei ragazzi sono nati alla 37 settimana inoltrata, vale a dire quasi a termine, per essere due gemelli. Ma posso capire perfettamente l’ansia che hai provato… e inchinarmi alla vostra forza.

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