Le verdure come non le hai mai viste ovvero come farle mangiare ai bambini senza stress

Questo è un post “a richiesta”, se così si può dire ma alla fine è universale, penso sia un problema che ad un certo punto si presenta per molte mamme.
Una mia ex collega di lavoro, della mia precedente vita insomma, mi ha chiesto qualche ricetta per…ehm… fregare la sua dolce creatura, peraltro bellissima, di anni quasi 2.

Conosco poche sante madri fortunate il cui pargolo si scola qualunque cibo gli venga piazzato davanti.
Sorci verdi se vede un po’ di verde nel piatto? (Pure di arancio o marroncino o giallognolo)
Provato.
Lancio della minestra con triplo salto mortale?
Provato.
Sputo sincronizzato?
Provato.

Io per ora una soluzione non l’ho ancora trovata.
I Cinni NON mangiano tutto, NON sono curiosi verso il cibo, NON sono accomodanti.
Soprattuto verso tutto ciò che non siano cereali di forme e consistenze ben definite nel loro cervello.
Niente di troppo molle o liquido, niente che sappia troppo di carne o di pesce, li frego col minestrone ma solo se ci butto dentro una quintalata di pasta.

Forse è colpa mia, forse sono gusti?

Gente, ne ho lette di teorie ma non riesco ad inquadrare il problema anzi…forse non è nemmeno un problema perché si sa che i gusti cambiano, i bambini crescono e blablabla.
Io ero una bambina non mangio niente, grazie e adesso oltre a mangiare di tutto a volte è pure troppo.

Che fare al momento?
Conto di iniziare un percorso di crescita di mia autostima prima di tutto per eliminare lo stereotipo della mamma che mangia, figlio mio, hai mangiato, quanto hai mangiato, ma mangi? …seguendo in parte questi consigli che ho trovato molto sensati: Verdure ai bambini, 10 consigli utili

Secondo (di numero), riprendendo da capo lo svezzamento.
Sì avete capito bene, una specie di secondo svezzamento ma questa volta partendo dal presupposto semplice proposto dall’autosvezzamento: si mangia variegato e quanto si vuole, senza stress e ansie. Chi non mangia ha già mangiato, dice un detto e forse la verità del non-problema sta poi tutta lì.

Terzo, riparto da tutta una serie di ricette cool, originali e colorate che ho selezionato e che trovate qui:
BabyGreen
GreenMe
Donna Moderna

Stay tuned per seguire gli sviluppi e raccontatemi, suggeritemi, supportiamoci!

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16 pensieri su “Le verdure come non le hai mai viste ovvero come farle mangiare ai bambini senza stress

  1. Lucia Malanotteno ha detto:

    le verdure sono un tormento per tutte, credo!
    Io lo frego abbastanza con le polpette: Di carne, pesce o ricotta, sono sempre molto ripiene di verdure piuttosto nascoste. E anche i condimenti per la pasta di solito, se il colore non è tanto strano e frullo tutto!

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  2. melatequilabionda ha detto:

    Porto la mia esperienza! Io ho fatto autosvezzamento e devo dire che è soprattutto una questione mentale del genitore. Si tratta di liberarsi di tutti i preconcetti stupidi dello svezzamento tradizionale che impone sapori schifosi, consistenze irreali e soprattutto dosi che non tengono conto del singolo bambino e del singolo momento.
    Con mio figlio ho sempre lasciato tutto tranquillo: a parte le cose che proprio non gli piacciono, che continuo a proporre nel caso cambi idea quando le faccio per noi, la regola è “se non mangi è perché sei a posto così, va tutto bene, non ti do altro, non ti obbligo a finire”.
    A lui non ho mai detto “mangia che fa bene” perché è il modo migliore per creare un blocco.
    Si mangia perché è buono, e guarda caso fa anche bene! È buono e ti da energia, ti fa crescere i muscoli, ti aiuta a fare la cacca, Wow, quante cose! Non è meraviglioso che una cosa buona abbia anche questi effetti?! Fantastico!

    nascondere la verdura è sbagliato, perché non si crea consapevolezza di quanto si mangia. Il pesto di rucola o zucchine pur di far mangiare la verdura è un errore: va benissimo se si dice che è un pesto matto, diverso dal solito, è una menzogna e una mancanza di rispetto far credere che sia il pesto di basilico. Ricordo ancora la mia delusione quando mia mamma cercò di farmi mangiare lingua e cervella dicendo che erano un tipo di prosciutto. Non glielo ho mai perdonata perché mi sono sentita umiliata e presa in giro.

    Il trucco, che trucco non è, è semplice.
    1 non si danno alternative “purché mangi”. Questo è, questo mangi. Ovvio, se una cosa non ti piace, per te ho l’alternativa ma nel senso che in tavola ho scelta fra più cose., ad esempio zucchine, carote, insalata. Ti fa schifo l’insalata? prendi pomodori.
    2 non si stressa per far finire il piatto. Il valore di madre non passa da quanto mangia tuo figlio. Il tuo amore non è il cibo.
    3 si cucina insieme, si sperimenta
    4 non si pone l’accento sul cibo che fa bene, ma sul cibo che è buono e sui gusti diversi di tutti, che possono anche cambiare
    5 non si nasconde il cibo in altro cibo
    6 si inventano nomi evocativi. Io mangio pgt volentieri la zuppa del sole, la zuppa della terra, i fiori delle fate, invece della zuppa di zucca, della zuppa di legumi, degli spinaci. So bene di cosa sono fatti, ma il nome mi fa stare meglio!

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    • LaSam ha detto:

      Grazie per la tua preziosa esperienza! Non avevo mai pensato al nascondere il cibo in altro cibo come una mancanza di rispetto. In effetti è un meccanismo interessante e che può scattare nella mente di un bimbo. Io stessa mi sono sentita fregata quando la mamma mi infilava spinaci ovunque!
      Ora che i bimbi hanno due anni, gli spiego come sono fatte le minestre che gli do ma non credo abbiano associato la parola alla cosa.
      Tipo se gli dico che faccio il sugo di melanzane ma di fatto non si vedono perché è tutto frullato pensi che sia un errore?

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      • melatequilabionda ha detto:

        L’errore, secondo me, è se menti. Ad esempio se dici di fare il pesto e invece del basilico metti le zucchine, che magari a tuo figlio non piacciono o per gusti effettivi o per rifiuto legato a fisse dell’età.

        Quello che io respingo è il fatto proprio di partire a priori con l’imbroglio “purché mangi”. Se faccio un sugo in cui per piacere mio metto diverse verdure che in cottura diventano irriconoscibili è una cosa, mentre diverso è nascondere una cosa avversata.
        A mio figlio le zucchine non piacciono più e non gliele do neanche nascoste: quando le faccio per me gliele offro nel caso cambi gusto. Ha tante alternative, non è una medicina da prendere.

        Mio figlio è un poco monotematico nelle verdure, anche per colpa mia che non sono una grande amante, ma comunque tutti i giorni mangia a pranzo e cena, e a volte a merenda, carote crude, pomodori, spinaci, fagiolini, rucola, zucca, più i legumi.

        Ho visto che con lui funziona il fatto di andare insieme dal fruttivendolo o in negozio a scegliere le verdure, cucinandò poi insieme. Io ho iniziato che aveva meno di due anni a metterlo sulla sedia ai fornelli 🙂

        ieri ad esempio ha voluto che facessimo le lenticchie rosa scelte da lui, e ha scelto lui cosa mettere (ha quasi 5 anni)

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      • LaSam ha detto:

        Mi sembrano tutti ottimi suggerimenti per cambiare rotta e rimediare ai disastri che credo di aver combinato, ben coadiuvata da nonna e bisnonna, ahimè.
        Spero che non sia troppo tardi!

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  3. melatequilabionda ha detto:

    Guarda, se parti tu a cambiare le tue aspettative sei già a buon punto!
    Non mangia? Pace, sta bene così.
    Non ama certi cibi? Pace, anche tu avrai dei gusti definiti

    purtroppo nello svezzamento tradizionale ci sono le basi sbagliate dal punto di vista educativo ed emotivo: non dimentichiamo che il baby food è nato dopo la guerra, con un ritrovato benessere che è stato usato dalle aziende in associazione all atavico terrore delle madri di far morire di fame i cuccioli, cosa fresca per via della guerra appena finita.
    Il bombardamento mediatico è stato tale che ad oggi non si è in grado di capire di essere manipolati dal marketing che continua a giocare sul binomio amore- cibo, basta pensare a tutti i claims che recitano “sei una brava mamma se a tuo figlio dai il nostro prodotto che è fatto apposta per farlo crescere bene”.

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    • LaSam ha detto:

      Ti dico in sincerità che non la faccio una questione di baby food o meno ma proprio di approccio.
      Ale adora un certo yogurt con etichetta arancio e io glielo dò se me lo chiede.
      Non ama quelli da frigo e non mi sento in colpa se a merenda preferisce l’altro.
      Ne faccio proprio una questione di quel binomio che dici tu.
      L’amore non si misura in cibo e sono una buona mamma anche se mio figlio non è onnivoro o salta un pranzo!
      Questa è una cosa importante e molto più radicata nella testa delle mamme di quanto si pensi.
      La prima domanda che mi fanno tutti dopo a “come sopravvivi con due gemelli?” è: mangiano?
      La terza è : dormono?
      E che palle mamme, dai, siamo migliori di così! 😉

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  4. melatequilabionda ha detto:

    Avevo scritto il papiro e si è cancellato!
    riassumo, leggi il sito http://www.autosvezzamento.it perché parla proprio delle marche blu e arancioni che fanno credere che una merenda piena di zuccheri e conservanti sia uno yogurt, mentre non è uno yogurt.

    Io ne faccio proprio una questione di baby food, perché condizioni l’approccio mentale dei genitori: ti fanno credere che un bambino abbia bisogno solo di cibo specifico, che tu sei una brava mamma se nutri tuo figlio con le marche, che una fetta di carne sia meno sana dell omogeneizzat0, che tuo figlio senza la merendina speciale non cresce bene, che se non mangia frutta va bene il fruttolo, che se non mangia verdura è la stessa cosa dare il formaggio con dentro il colorante verde (non c’è uno straccio di vitamina in questi prodotti)

    non è un caso che statisticamente i bambini più problematici a livello di cibo sono quelli che hanno fatto svezzamento classico, perché le strutture mentali e le aspettative dei genitori sono falsati e seguono schemi privi di logica e realtà.

    Chi fa svezzamento tradizionale ha le seguenti convinzioni
    1 mio figlio DEVE mangiare le quantità prescritte (e che è, una medicina?) A ogni costo
    2 se mio figlio non mangia (perché la pappa fa schifo, perché è troppa per lui) non sono una brava mamma. Sta rifiutando non il cibo, ma me
    3 le cose adatte a lui sono quelle specifiche per l’infanzia. Anche se non me lo chiede, gli do le merendine di nota marca perché la pubblicità dice che fanno bene (poi leggi gli ingredienti e ti cascano le braccia)

    Chi fa autosvezzamento invece ha un altro approccio
    1 tutta la famiglia mangia sano la stessa cosa, condivide un momento
    2 i bambini hanno i loro gusti, i loro tempi, i loro umori. C’è il giorno in cui mangiano tanto (secondo noi) e altri in cui mangianomangiano poco (secondo noi). In realtà mangiano, punto, in base alla loro esigenza di quel momento. Mi vuole bene a prescindere da quanti grammi mangia, sono una brava mamma
    3 si diventa consumatori consapevoli e non passivi. Preparo una cosa perché lo decido, non perché me lo impone il marketing aziendale
    4 il cibo è un piacere, una cosa da condividere, non una medicina da somministrare con posologia e calendario

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    • LaSam ha detto:

      Ho letto il sito e sono iscritta anche alla newsletter perché sono curiosa di conoscere tanti punti di vista.
      Sono d’accordo sulla linea.
      Penso comunque che se un domani i Cinni mangeranno una merendina da un amichetto o altrove non moriranno.
      Nessuno è obbligato ad usare baby food anche se scegli uno svezzamento tradizionale. I cibi possono essere frullati per il bimbo senza denti…è una scelta del genitore…se uno non è in grado di leggere etichette o non ha tempo o si affida al consiglio del pediatra è una scelta.
      Come quella di cedere al marketing.
      Dal canto mio, credo di aver sbagliato l’approccio con il cibo preoccupata per il fatto che i gemelli siano nati prematuri, sotto peso e abbiamo sofferto di reflusso per 10 mesi.
      La serenità è quello che cerco, compresa la sgarrata ogni tanto che non fa male, per come la vedo io. E capita anche a mamma che si faccia un pezzo di cioccolata incartata 😜

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      • melatequilabionda ha detto:

        PS: i denti non servono a masticare. Gli unici denti preposti alla masticazione sono i molari, che escono verso i due anni 😉
        Se un bambino viene messo nella condizione di imparare a gestire le sue risorse, fa tutto. Mio figlio ha messo il primo dente a quasi un anno, a 7 mesi mangiava pezzi di carne, pasta, riso, tutto.
        MiA cognata aveva0il terrore che il figlio soffoc asse e gli ha frullato tutto fino a tre anni, col risultarisultato che mio nipote ancora a 5 anni faceva fatica a masticare e aveva il vomito perché non gli era mai stato permesso di imparare a gestire cibo solido

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  5. badialima ha detto:

    La mia esperienza è simile a quella di melatequilabionda: autosvezzamento. L’Infanta assaggia tutto senza esclusione di colpi, ha i suoi gusti, vuole la forchetta, vuole giocare, vuole fare. Il momento del pasto è un momento in cui impara tantissimo, si vede proprio. Non gradisce molto la carne, adora la pasta, adora le carote e le zucchine. I broccoli meno. I legumi così così. Per la frutta credo che mi asfalterebbe senza molti rimpianti. Certo, non ha una crescita tipo vitella all’ingrasso, ma la ped. mi ha rassicurato che andiamo benone.. E il mio storico zio pediatra a messo a tacere le mie ansie con un laconico “Crescerà. Adesso è importante che impari”

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