Le mamme lavorano meglio?

Ne aveva già parlato Ellis qualche tempo fa.
E proprio ieri, mentre mi dedicavo ai miei 10 minuti di gossip furente con il mio giornale preferito, mi ripiomba addosso il tema a bomba.
A quanto pare “Più fai figli, meglio lavori”.

Scontato dire che non saranno tutte rose e fiori, il dover incastrare il nuoto del figlio, con i compiti di un altro, con la riunione delle 9, il plan che devi presentare, con la festicciola del nido, la cena, la spesa…cazzo il latte!! Qualcuno ha comprato il latte?!?

È altrettanto scontato riconoscere delle competenze “speciali” a noi mamme. Siamo il totem del multitasking e guai a chi mi dice il contrario!
Siamo quelle che cambiano pannolini, mentre cantano la ninnananna, scaldano il biberon, pensano alla cena di domani, hanno una lavatrice già in corso e, se proprio ci sta, con una mano rispondiamo pure al messaggio WhatsApp del marito che chiede la lista della spesa in diretta.

Però delle due cose insieme non ho esperienza.
Ho già detto che mi sono licenziata per diversi motivi; non solo la gravidanza, il trasferimento a 120 km dal mio ufficio per avere un appoggio dei miei genitori per i bambini, i gemelli che non sono uno scherzo, la possibilità economica –graziealcielo – di poter rimanere senza lavoro per un po’, era un lavoro che da tempo mi aveva più che altro logorata e che non mi soddisfaceva per niente nonostante ci mettessi tanto impegno.

Mi sono concentrata sulla maternità per cui sono la meno adatta per discutere di questo argomento ma la più curiosa, perché, quando sarà il momento, mi ci vorrei ributtare a bomba davvero dentro ad un mondo che sarebbe stimolante, bello e vivo se fosse sempre etico, corretto e giusto.

Un passaggio di questa intervista di Francesca Amé mi ha colpito molto e ve lo voglio riproporre:

e allora perché le mamme sono quasi sempre penalizzate nelle proposte di assunzioni o di carriera?
In azienda domina ancora il falso mito dell’urgenza, contano le dimensioni, per cui ogni progetto deve essere sempre in crescendo, anche se non è sostenibile in termini di ore lavorative, e sopravvive l’idea del leader solitario. Ma è un modello che, anche economicamente, non regge più.
Le madri, davanti al pericolo che incombe, da sempre sanno stringere alleanze, e non lasciano indietro nessuno. È una competenza ancestrale, servirebbe metterla in pratica in ufficio.

Sacrosanto.
Ma è poi vero?
Davvero noi mamme sappiamo unirci davanti alle difficoltà o ci diamo grandi calci nel culo l’una con l’altra, all’insegna del meglio a te che a me e perfettamente in linea con quello che capita in parecchi posti di lavoro?

Io voglio pensare che generalizzare sia sempre ingiusto e pericoloso e quindi spero.
Che si realizzi la previsione della signora Zezza (autrice di “MAAM. La maternità è un master” ndr).
Che le madri siano rivalutate, in ogni campo, non in quanto madri in sè ma in quanto professioniste competenti.
Che davvero l’empatia diventi una specie di epidemia.

E voi? Come la pensate?
Raccontatemi la vostra esperienza di mamme lavoratrici!

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14 pensieri su “Le mamme lavorano meglio?

  1. tuttotace ha detto:

    mamma sola (odio che tristezza), riprovo, mamma separata, già meglio, 3 ragazzi non più piccolissimi, 2 lavori per assoluta necessità, 3 sport diversi ed anche una passione di mamma che porta avanti quando può. A me sembra di fare tutto da schifo ma forse non è proprio così. Facile certamente non è. Sul lavoro, io che posso, do una grossa mano alle mamme, sempre, massimissima solidarietà da parte mia e sono anche sempre stata abbastanza fortunata, chi mi ha voluta ha tollerato moltissimo in termini di orario (ma non di qualità del lavoro 😉 )

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    • LaSam ha detto:

      Per mia esperienza ti posso dire che anche quello che non accade è “nonostante tu non lavori”.
      Ma come? I tuoi figli non parlano già 5 lingue? Casa tua non verrà presto inserita su AD come casa pulita e ordinata dell’anno? Non stiri? Ah beh, ovvio che apri un blog, non hai un cavolo da fare tutto il giorno.
      E anche questo dà abbastanza fastidio.
      Insomma mi viene in mente quella canzone…”se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto te le tirano lo stesso”! E che palle!

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    • sarinamrg ha detto:

      Care ragazze, tema scottante, anche io sono in uscita con un post sul tema, anticipo solo che con tre maternità all’attivo ogni volta è stato destabilizzante rientrare al lavoro x una serie di motivi che spiego nel post.
      Teniamoci lette!!!!!

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  2. sarinamrg ha detto:

    Care ragazze tema scottante, che anche io ho trattato in un post che ho in bozza e che uscirà a breve. Posso solo anticipare, con tre maternità all’attivo, che ogni rientro è stato x me destabilizzante per motivi diversi che spiego nel post…. Per cui… Teniamoci lette!!!!

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  3. Due volte Mamma ha detto:

    Eccomi qua, appena rientrata al lavoro dopo 3 anni di maternità. La mia vita è diventata più frenetica, mi sono fatta una tabella di marcia per star dietro a tutto (ma nonostante questo, mio marito ha da dire perché non trovo il tempo di stirare. “Invece che stare dietro al blog…” si ma vabbè, tu non le guardi le partire ogni santa sera? E io sto sul blog, non ho diritto anche io di svagarmi?!?)
    Il mio rientro è stato soft e x ora sono molto soddisfatta (ho cambiato sede) sia dei colleghi che del capo:mi agevolano in ogni mio “esser mamma”, come scappare a casa per una febbre improvvisa, arrivare un pelino più tardi…
    Comunque credo che se ci fossero più mamme con posizioni rilevanti, staremmo meglio. Chi è più capace di noi a far quadrare i bilanci??

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  4. OminoUovo ha detto:

    Bel tema da trattare e anche io mi sono posta le stesse tue domande. Riprendere a lavorare (dopo 1anno esatto) i primi di novembre. Faccio la commessa e il mio lavoro è usurante soprattutto per i turni. Non esiste il “fare tardi” se devi aprire un negozio e “l’emergenza” è vista malissimo in quanto se te ne vai QUALCUNO DEVE SOSTITUIRTI o io negozio rimane scoperto. Quindi prevedo GRANDI RISATE.. NON ho idea di come potrà andare.

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  5. mammaalcubo ha detto:

    Tema sempre caldo quello di lavoro e maternità: anche io sto scrivendo un post che, se non ci sono catastrofi naturali, vorrei pubblicare domani.
    Comunque, ho avuto due pessime esperienze in ambito lavorativo da cui mi sono riscattata solo da pochi mesi.
    Il primo stage dopo la laurea è morto nel nulla per “questioni di budget”, nonostante mi avessero detto al colloquio che la posizione era garantita. Non ho fatto cazzate, credetemi, anzi erano molto soddisfatti, peccato che il mio bambino di un anno non mi permettesse di lavorare 10 ore al giorno e quindi ciao.
    Secondo giro meglio fino al rientro dalla seconda maternità, quando per ragioni di sopravvivenza ho chiesto il part time. No. Ciao. Stavolta però li ho salutati io perchè mi sono proprio sentita presa in giro e non ce la facevo a sostenere un tempo pieno senza dormire di continuo. Che poi tra stress e zero soddisfazioni ci ho solo guadagnato!

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  6. acasadisimi ha detto:

    Cara amica, anche io come te ho lasciato il lavoro….ma quando mio figlio aveva 2 anni…quindi ho provato ed è molto complicato destreggiarsi tra nido lavoro e influenze….uno stress….ma ti posso garantire….che è più piacevole che restare a casa a fare solo la mamma….cosa che io faccio da troppi anni…..ho 2 figli e sono “la mamma pulmino” che accompagna tutti alle attività e ai compleanni perchè non lavoro….tutti si appoggiano a me….e sai che ti dico? che ad un certo punto non se ne può più!!!!! meglio andare a lavorare….ma come hai ben scritto, le mamme sono penalizzate!

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  7. Ellisteller ha detto:

    Ragazze, il tema è caldissimo! Io sono pro-maam e favorevole al “lavoro agile” di cui si comincia a leggere sui giornali. Sono anche reduce da dimissioni perché ho un bimbo di 1 anno e nel frattempo ho cambiato città…E cerco un nuovo lavoro!

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  8. mammagirovaga ha detto:

    Tema caldissimo e io sono fresca di ripresa… Sono un caso strano di tempo indeterminato che dà le dimissioni per fare la freelance, fa un bambino mentre è freelance (=la maternità te la sogni!) e quando il figlio ha 18 mesi torna a lavorare in ufficio. Però sai una cosa? Sono felice. È arrivato tutto al momento giusto. E l’importanza del lavoro nella mia vita non è variata da che sono mamma: mi continua a servire per stare bene e sentirmi realizzata. Tra l’altro, inizio a sospettare che per me sia meno faticosa la vita da ufficio che quella da freelance… sono il peggior capo di me stessa!

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  9. quartopianosenzascensore ha detto:

    Sono tornata a lavoro quando la mia piccola bimba aveva 5 mesi. Il papà lavora full-time, anzi, tropp-time. Organizzazione di vita domestica, lavorativa e personale è totalmente sulle mie spalle.
    Ti devo dire, sono tornata molto più “brava” di prima, le mille attività e i mille pensieri aiutano a sgombrare il campo da lungaggini lavorative, riunioni in cui non si conclude nulla per principio, infiniti giri di mail solo per forma.
    Insomma, tornare da mamma mi ha fatto focalizzare molto di più sugli obiettivi veri e meno su quelle fesserie che in azienda sono importanti come il presenzialismo fino alle 20, il sembrare affaccendati e il parlottare e riparlottare a vuoto.
    Certo, però, che fatica, è un tetris malefico, basta che salta un tassello sto sempre a fare i salti mortali per rimettere tutto insieme.
    Però, scusa se è poco, sono soddisfazioni…
    🙂

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