Io sto con Estevill, più o meno

Sarà che stamattina mi sono svegliata dopo un “pisolino” di qualche ora grazie a lamenti continui notturni dei Piselli di non specificata natura.
Hai sete, amore?
Hai fame?
Ti fa male il pancino?
Hai fatto un brutto sogno?

Al millesimo gne, gne senza risposta, gliel’ho data su come si dice a Bologna.

Sarà che il primo post che ho letto è stato quello di Lucia e mi sono venuti i brividi.

Sarà che io ho sempre e solo conosciuto genitori cazzitua con bimbi finti, a livelli quasi comatosi, mangio-dormo-mangio-rutto-dormo e avanti così per ore e ore.

Fatto sta che mi sono decisa a parlare del tanto amato/odiato metodo Estevill.
È l’argomento preferito delle mamme, dopo il “quanto mangia”.
Non potete non averne sentito parlare.

Non starò ad esporvi in pillola tutto il metodo che sta nel libro “Fate la nanna”, peraltro si legge in giornata, se riuscite a ritagliate qualche minuto qua è là…tipo di notte.
È il modo con cui vi approcciate al libro/metodo che conta, per come la vedo io.
Quello che forse mi ha spinto a cercare un metodo per far dormire i Piselli, passati i primi 10 mesi che gli ho dato di bonus-bebè (si sa che non tutti i neonati riescono ad instaurare una buona routine sonno-veglia e blablabla), è stata più che altro l’esasperazione.
Nessuno dei due riusciva ad addormentarsi se non in braccio.
Ti ho svezzato, non fai un pasto notturno da 6 mesi, comunque stai sveglio di notte senza che io capisca cosa diavolo vuoi (rifiuti il biberon, non vuoi giocare, non piangi, non sembri stare male, semplicemente mi fissi o ti contorci in posizioni yoga assurde e se io non sono lì ti disperi in pianti da lacerare anche il più duro dei cuori…ma su questi comportamenti aprirò un capitolo a parte) quindi …
….perché diavolo non puoi addormentarti nel tuo lettino, costringendo me a cenare alle 23 ogni santo giorno, perché prima addormento te con cullate e canzoni di ore e poi ripeto il tutto con tuo fratello, il tempo che riesco a svenire a letto arriva circa mezzanotte passata e all’1 uno di voi due è già sveglio?!?
Giuro che pensereste anche voi alla fuga immediata alle Canarie piuttosto che andare avanti così ancora un giorno.

Decido di comprare il libro che tutti mi dicevano miracoloso, spostare entrambi i lettini nella cameretta e iniziare una lettura compulsiva, anche sul web.
Parecchi ne dicono peste e corna, gente che per me non ha letto con lo spirito giusto il libro.
Qui non si parla di maltrattamenti, egoismo, di non fare sacrifici per i figli. Signori, qui si parla di buone abitudini, di non impazzire, di essere genitori costruttivi.
C’è chi pratica il cospleeping furente per anni con enorme soddisfazione, buon per lui, io sono contrarissima.
C’è chi allatta al seno felicemente per 3 anni il figlio, benissimo, io no grazie.
Parte tutto da lì, da quello che ritieni giusto per il piccolo e per te.
Sei diventata grande, sei una madre, ti devi prendere le responsabilità di quello che ritieni giusto. Tutto lì.
Il mio obiettivo era arrivare ad instaurare una serena routine dell’addormentamento, in cui entrambi i bimbi andassero a letto alla stessa ora, con calma e si addormentassero da soli nel proprio lettino, dopo le coccole o la favola o quel che ci sta prima.
Oh, io ci sono riuscita in un mese.
E non perché ho letto il libro, non perché ho recitato bidibodibibù.
Perché ci ho messo la fermezza di una decisione presa, ho cambiato un pensiero piccolo ma fondamentale: non c’è nulla di male nel mio desiderio, non sto togliendo nulla a mio figlio, stop ai sensi di colpa.

Ecco come mi sono costruita il mio metodo Estevill rivisitato in 3 mosse:
1. Inizio a mettere a letto i bambini dopo tutto il rito prestabilito (bagno, fiaba, gioco tra di noi, quello che mi son sentita di fare) sempre alla stessa ora più o meno, senza chiedere se hanno sonno. Decidi tu quando è giusto che debbano riposare, non loro, il genitore sei tu.
2. Saluto i Piselli ognuno nel loro lettino con calma, con tanti baci, con frasi rassicuranti, semplici, io gli dico sempre “la mamma ti ama moltissimo ed è sempre con te, anche nei sogni”. Ho lasciato nel lettino sempre un peluche che però non hanno mai guardato di striscio, in compenso si sono attaccati maniacalmente al ciuccio con la sua bella cordicella per non perderlo in giro.
3. Sono uscita dalla loro stanza lentamente ma decisa, lasciando una lucina accesa con un carillon di musica soft. Tutto in me emanava uno sfavillante “non c’è niente di cui preoccuparsi, è tutto meraviglioso“.
I Piselli hanno urlato, pianto, disperato, c’è chi si è fatto venire un po’ di vomito, un po’ di cacca, un po’ di tutto.
Le prime volte, orologio alla mano, sono rientrata ogni minuto. Proprio 1 minuto contato.
Di nuovo una coccola, qualche frasi tranquillizzante, a volte ho dovuto fisicamente rimetterli sdraiati perché erano appesi stile Tarzan alle sbarre dei lettini.
Nei giorni successivi, per rientrare in stanza ho aspettato due minuti, poi piano piano ho lasciato trascorrere un paio di minuti in più.
Tornando magari indietro a “entro ogni minuto”, poi magari ogni 3 poi ogni 5 poi ogni 7, 10, poi? Il nulla, risate tra di loro, silenzio.

Nel giro di un mese, mantenendo costante questa routine, senza urlare, senza arrabbiarmi (e sì, a sentirli disperarsi così, spesso mi sono messa a piangere anche io, in quel caso ho spedito nella loro camera il marito ogni minuto), ripetendomi come un mantra che non stavo traumatizzando nessuno perché ogni minuto ero da loro, a tranquillizzarli, accarezzarli, ogni minuto sono una mamma presente per tutto il giorno, per tutto quello di cui hanno bisogno, insomma senza rimproverarmi nulla, i Piselli hanno capito che addormentarsi nel proprio lettino non era poi tutta una tragedia. O più semplicemente gliel’hanno data su anche loro,.
Ora, quando li metto nel lettino per la nanna della notte, iniziano delle esilaranti conversazioni a mugugni tra di loro oppure mi fanno ciao ciao con la manina.

E a me sono rimaste un paio di consapevolezze.
I sensi di colpa non servono a nessuno. Se non riesco a reggere il pianto di mio figlio che ovviamente è l’unico modo che ha per esprimersi e che giustamente in quest’avventura vuole comunicarmi che non è d’accordo con la mia idea di facciamo la nanna, è un problema mio, non suo.
Se fra 3 anni mi chiederà panini con la Nutella per 15 volte al giorno, contorcendosi come un indemoniato, buttandosi a terra e piangendo un fiume di lacrime, cambierò idea e penserò che sia normale mangiare Nutella a tutte le ore?

I consigli degli altri servono fino ad un certo punto.
Chi ti dice che sei una pazza psicotica è uno che ha avuto un figlio finto. Uno di quelli dove lo metto, sta. Uno di quelli che dorme 12 ore a notte da quando il figlio ha un mese, che lo mette nella culla e va a farsi la manicure mentre lui guarda le apine che gli girano sopra alla testa, che va al supermercato e il figlio invece che guardarsi attorno e strepitare, si addormenta.

Son bravi tutti a vincere facile, ma dai.

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14 pensieri su “Io sto con Estevill, più o meno

  1. momfrancesca ha detto:

    Hai fatto bene. Io non ho adottato quel metodo e non lo conosco approfonditamente ma ne ho sentito parlare. Sono della scuola Tracy hogg, e i miei figli hanno pianto un pochino, qualche giorno (la prima di più, il secondo grazie all’esperienza ha pianto meno) ma la sera vanno a letto e dormono, nel loro letto, tutta la notte, da sempre. (Tante ore a 4 mesi la prima, 2 mesi e mezzo il secondo) e tutta la notte dai sei mesi. Magica? Bambini finti? No, mamma ferma. E anche a me i pianti mi struggevano, ma non mi sarei potuta esaurire per ascoltare tutti i loro capricci. Ciao 🙂

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  2. chiandissa ha detto:

    Sto cercando il coraggio di essere più ferma, sono mesi che le provo tutte e sono 15 mesi che aspetto una notte di sonno. Paradossalmente si é sempre addormentata da sola nel lettino fino quasi all’anno, svegliandosi però di continuo. Ora guai se si sveglia e non mi vede, tira giù casa, quadri e vicini. Che purtroppo sono i miei nonni anziani dal sonno leggero e il mattino dopo mi chiedono cosa é successo di grave.

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    • LaSam ha detto:

      Purtroppo il mio metodo applicato al notturno non ha mai avuto effetti. I Piselli non hanno dormito una notte filata per 20 mesi della loro vita e ancora adesso ne ciccano parecchie.
      Sui risvegli notturni aprirò un post a parte…diciamo che nella mia vita tendo a concentrarmi su un grosso problema alla volta. Lenta come sempre, nemmeno tanto efficace la maggior parte delle volte…

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      • chiandissa ha detto:

        Attendo il tuo post! Io sono messa male sia nel diurno che nel notturno. Proveró ad affrontarne uno alla volta, come hai fatto tu! Almeno riuscite a farle fare un pisolino serio di pomeriggio allo stesso orario e senza doverla riaddormentare dieci volte!

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  3. Lucia Malanotteno ha detto:

    Io sono di quelle a cui estival non piace. Sono del club della hoggs per intenderci. Non mi piace perché ho abitato accanto a chi lo praticava e tutte le sere mi toccava andare a consolare il mio di figlio “No, amore, non c’è nessun mostro da I. Non lo sa la mamma perché piange. Si ora la sua arriva”. Tutte le sere per tre mesi un ora di pianti. Non sto esagerando. Io non credo che sia tutto da buttare alle ortiche. Anzi, pure io lo ho utilizzato, ma a tre anni. Prima non credo sia molto adatto. Tu hai anche avuto la fortuna di averne due insieme il che è un grande aiuto! Sul cosleeping ti capisco, anche club del nunjelaposso fa!

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    • LaSam ha detto:

      Anche io sono una fan di Tracy Hogg ma questo non significa avere la vita risolta. Nessun metodo la risolve secondo me difatti ho scritto che i Piselli non si addormentano da soli perché io ho letto un libro. Nella sostanza non ho applicato il metodo Estevill completamente, ho solo preso da lì lo spunto che mi serviva, ho cambiato il mio pensiero verso i bambini da negativo (non ti sopporto più perché devo tenerti in braccio ore e ore per farti dormire/oddio che madre di merda che sono anche solo per averlo pensato e via conseguente senso di colpa perenne) a positivo e loro credo lo abbiano percepito. Difatti i bambini non hanno pianto per 3 mesi ma solo i primi 3 giorni e non per ore ma per un massimo di 30 minuti, ad intervalli.
      Ai tuoi vicini non so cosa sia successo ma due domande dopo tre mesi forse è il caso di farsele!
      Se hai sentito che il tuo bimbo non fosse pronto per addormentarsi da solo fino a 3 anni hai fatto sicuramente bene.
      Ogni mamma attenta sa cosa è meglio per il proprio figlio che è di certo diverso dai miei e da quello dei tuoi vicini! 😉

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  4. Ellis ha detto:

    Io grazie ai libri di tracy hogg sono riuscita a farlo smettere di svegliarsi sempre alle 2 e alle 5. Andavo a coccolarlo mentre dormiva, prima dell’ora x, e in 3 giorni ha funzionato. Ci sono comunque periodi in cui di notte si sveglia ma in pochi minuti si riaddormenta.

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  5. Marzia ha detto:

    No, non sono proprio d’accordo….
    io non ho avuto una figlia “finta”, “che dorme 12 ore” ecc..ecc…
    Mia figlia ha sempre avuto problemi con il sonno, sia nell’addormentamento che nei continui risvegli. Disperata, come lo eri tu, ho tentato una volta ad applicare questo famigerato metodo di Estivill, forse non lo sai ma ultimamente è tornato nei suoi passi ed ha detto che è un metodo da adottare dopo i 3 anni, quando i bimbi possono dirti se stanno male, se hanno sete, se vogliono la mamma o il papà o se hanno fatto un brutto sogno.
    Non ce l’ho fatta, mia figlia era arrivata ad avere le convulsioni…a che pro ?
    Abbiamo tenuto i nostri figli in pancia per 9 mesi ed ora pretendiamo che in poco tempo debbano essere indipendenti.
    Te la faccio breve….ho seguito il consiglio che mi diedero al consultorio “imparate a conoscere i vostri figli giorno per giorno”…e alla fine ho smesso di incaponirmi a farla dormire nel classico lettino con le sbarre, perchè mi ero accorta che lei ODIAVA le sbarre di ogni genere, anche quelle del cancelletto per andare da una stanza all’altra, secondo, quando dorme si muove MOLTO, quindi andava sempre a sbattere con le sponde del lettino, terzo, ha sempre sofferto molto ogni volta che ha messo un dente (il dentinale era acqua fresca, faceva effetto solo la tachipirina).
    Dovevamo dar via il nostro materasso matrimoniale, fortunatamente mio marito (peccato non gli sia venuto in mente prima) ha avuto l’idea di metterlo per terra in camera della bimba e provare ad usarlo come nuovo letto più confortevole e spazioso…..ebbene…non ci crederai, ha cominciato a dormire TUTTA la notte, quelle poche volte che si sveglia che magari ha fatto un brutto sogno o solo vuole un pò di coccole, io e mio marito ci mettiamo accanto a lei SENZA SPEZZARCI la schiena. Confrontandomi con la pediatra, ho scoperto che quello è il LETTO MONTESSORIANO.
    Quindi concludendo, perchè far piangere disperati i nostri bimbi che non sanno ancora comunicarci le loro emozioni, le loro paure e i loro dolori ?

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    • LaSam ha detto:

      Ciao Marzia, che bella soluzione che hai trovato! Sono certa che sarà stata la migliore per voi.
      Forse non mi sono spiegata bene nel mio post, anzi ormai ne sono certa vedendo i commenti che ho ricevuto.
      Non ho applicato i metodi di Estevill con i miei figli anche perché come sai sono molto rigidi e schematici.
      Ho soltanto instaurato una buona routine pre nanna come dice anche la Hogg e ho messo in atto un graduale e lentissimo distacco da loro. I bimbi non erano lasciati a piangere, soli, in una stanza ovviamente! Io rientravo ogni minuto per stargli vicino e smettevano, poi magari si lamentavano alla mia uscita. È successo che Riccardo vomitasse una volta, ancora no ho capito se per i salti o per il pianto. Una volta Ale ha fatto la cacca ma chissà dio se la doveva fare di suo! a volte facevano a gara per tossire per finta…tra l’altro lo fanno anche adesso tra di loro…che bel giochino da fratelli…un po’ come i rutti…viva i maschi! Comunque…in questi casi venivano come è ovvio presi e cambiati con calma, coccolati e a volte si sono addormentati in braccio, di nuovo.
      Hanno fatto così per 3-4 giorni poi piano piano sempre meno, fino a che una sera dopo circa un mesetto hanno spontaneamente gattonato verso il lettino, cercando di arrampicarsi dentro.
      Diverso è stato durante la notte, per 20 mesi le ho provare tutte: materasso per terra da loro, lettone, divano, una notte credo di essermi anche seduta 5 minuti dentro la vasca con Ale davanti per vedere se si sentiva più sicuro in un ambiente stretto…ma dell’inutilità anche in questo caso di ogni metodo scritto volevo parlare in un altro post.
      Quello che intendevo in questo, di post, era comunicare l’infinita varietà dei nostri figli, non riassumibile in un metodo qualsiasi. Proprio quello che dici tu insomma: conosciamo i nostri bambini, troviamo noi le soluzioni per farli stare meglio e non lamentiamoci poi ai giardinetti se siamo stanche di una situazione, sta a noi che siamo i genitori cambiare metodi e cercare soluzioni, non ai bambini.

      Si capiva che il titolo era ironico?
      No eh. 😉

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      • Marzia ha detto:

        Guarda, dal post non si capiva molto, l’unica cosa che hai fatto a differenza del metodo è che li toccavi per rimetterli giù. Capisco che con due gemelli la messa a letto e i risvegli notturni sono ancora più pesanti di chi ne ha uno solo, ma io sinceramente sono per l’ASCOLTO e non per l’IMPOSIZIONE.
        Sicuramente la routine aiuta molto, ma far piangere per giorni dei bimbi mi sembra veramente assurdo…e te lo dice una che non ha dormito una notte intera per mesi (non 2 non 3 e nemmeno 6 mesi) ed ha cercato tutte le soluzioni possibili, senza traumi, gocce o altri espedienti che ho sentito qua e la. La cosa che mi fa rabbrividire è leggere di mamme che prendono per “capricci” il fatto che i loro figli di pochi mesi piangano perchè invece di dormire da soli in camera vorrebbero stare con la loro mamma o con il loro papà oppure perchè si svegliano la notte, invece di capire il pianto di loro figli vogliono solo IMPORRE cose per le loro esigenze. Mia figlia ora ha quasi 3 anni, la sera si addormenta abbracciata a me, ora che è iniziata una scuola nuova ed è un pò spaesata si alza nel cuore della notte perchè non vuole stare sola e allora io o mio marito l’assecondiamo dormendo un pò nel suo letto (come era successo l’anno scorso a settembre)…è una fase passeggera, poi tornerà a dormire tutta la notte da sola. Non per questo mia figlia è una mammone, la fermezza la riservo per altre cose per me molto più importanti, come la sicurezza…. non voglio (e non lo fa) che salti sui letti, attraversi la strada senza la mano di un adulto, che si avvicini ai fuochi o al forno sa sola….
        ecco la FERMEZZA ela RIGIDITA’ servono per altre cose

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  6. LaSam ha detto:

    Purtroppo non si può paragonare una situazione con due bambini piccoli allo stesso momento. Addormentare in braccio i bimbi scatenava ulteriori ansie, gelosie da parte loro, anche se ci mettevamo a letto tutti e tre insieme.
    Le esigenze nelle famiglie esistono…non è una questione di egoismo…secondo quello che dici tu nessun genitore dovrebbe mandare un figlio di 3 mesi al nido perché è ovvio che è per una sua esigenza di lavoro e non perché ad un neonato faccia bene staccarsi dalla madre! Purtroppo c’è chi non può farne a meno o chi non vuole cercare altre soluzioni.
    Io sto parlando di ascolto, di educazione non di arida fermezza o rigidità. Se avessi seguito il metodo non sarei dovuta rientrare nella stanza ogni minuto ma secondo una tabella determinata (1-3-5-7-10) ogni giorno uguale, non avrei dovuto toccarli, non avrei dovuto prenderli nel lettone di notte, non sarei dovuta rimanere in stanza più di 1 minuto invece che ricantargli 3 volte la stessa canzoncina per trasmettergli tranquillità.
    Non mi sento una madre di serie B per aver cercato di poter mangiare anche io o per aver cercato di risolvere una situazione che stava mandando al manicomio tutta la famiglia.
    Nemmeno credo di aver creato traumi ai Piselli…
    Anyway, prendo atto del tuo disaccordo/disappunto.

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    • Marzia ha detto:

      Infatti io non sto attaccando te, ma quelle mamme…e ne sento tante, che pur di risolvere in fretta il problema si mascherano dietro il “…bisogna essere ferme e rigide…i genitori siamo noi …ecc..ecc..”….ho solo detto che dal post che hai scritto si capiva tutt’altra cosa

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