I pisarei e fasö della nonna Carla

Siccome che è novembre e non settembre, mi sveglio e il cielo è grigio di quel grigio che solo la Pianura Padana può.
Siccome che oggi io e i Piselli andiamo a pranzo dalla mia nonna Carla che dovrebbe essere inserita nel patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
Siccome che ieri mi aveva già detto tutto quello che mangerò oggi, in tipico stile nonne d’Italia, ecco la mitica ricetta del giorno della Carla:

Ingredienti
Premessa: come ogni nonna vera che si rispetti, lei non sa cosa siano le quantità. Lei va a occhio, provate a fare la nonna vera per un minuto, a volte la sensazione è meglio della bilancia, giuro.

Pane vecchio (non più vecchio di una settimana)
Farina
Dado vegetale
Parmigiano
1 uovo

per il sugo di accompagnamento
Passata di pomodoro
Cipolla
Carota
Sedano
Fagioli borlotti

preparazione

Disponete a piramide il pane grattugiato su un ampio tagliere. È la quantità di pane che scegliete di mettere che determinerà il numero dei pisarei finiti.
Circondate la piramide con una striscia di farina e una manciata di parmigiano.
Mettere a bollire un pentolino piccolo di acqua nel quale scioglierete un pezzetto di brodo vegetale.
Con questo brodo dovete “scottare” il pane sul tagliere ossia bagnarlo senza farlo intridere di acqua.
A parte, in un angolo del tagliere, mischiate l’uovo intero con un po’ di farina, mischiandoli con le mani come ad ottenere una colla.
A questo punto mischiate tutto quello che avete sul tagliere, formando un panetto compatto.
Tagliate il panetto a pezzi e formate con le mani delle bisce dalle quali taglierete come dei gnocchetti. I pisarei appunto.
Schiacciateli leggermente con un dito e lessateli in acqua bollente fino a che non vengono a galla, significa che sono cotti e pronti per essere buttati in padella con il sugo.
Per preparare il sugo basta fare un trito di cipolla, carota, sedano e farlo rosolare in padella con un po’ di olio. Aggiungete la passata e i fagioli e “tirateci” i pisarei una volta bolliti.

 

C’è anche la versione con le erbette, la vera piacentina. Ma siccome noi siamo di Parma, dobbiamo sempre far tutto a modo nostro. Qualcuno ha decretato che siamo la capitale del cibo e noi ci comportiamo di conseguenza.
Ottimo se accompagnate con del pane abbrustolito, stile pugliese o toscano.
Chi è che non fa la scarpetta?
I Piselli lo hanno eletto cibo preferito a gesti, braccio steso e manina che va su e giù come a dire “vieni qua che ti mangio, ancora, ancora, ancora”.  È finita che praticamente glieli si cucinano anche con 35 gradi solo per vedere questo gesto. 🙂

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