Non ho figlie femmine

Non ho figlie femmine ma le avrei volute.

Ma oggi più che mai mi rendo conto che non sarei stata all’altezza.

Non avrei saputo come dire loro che possono fare e dire quello che vogliono perchè so che è una bugia. Non avrei saputo come difenderle da quella che sempre una realtà incontrovertibile.

Tu, mia non-figlia, non potrai mai fare quel che ti pare senza essere giudicata il doppio o meglio due volte. Una dagli uomini che nella migliore delle ipotesi, avranno paura della tua intelligenza. Una seconda volta, e molto più prepotentemente, dalle donne. Sì proprio le tue simili ti osserveranno e criticheranno ogni tua mossa, può essere anche senza la minima empatia.

Non andrai a scuola sentendoti esattamente come i tuoi compagni maschi, una persona che va a diventare grande, va ad imparare perchè da te pretenderanno una bravura innata, come se nel DNA femminile ci sia impresso chissà dove che tutto alle femmine venga spontaneo, che tu capisca al volo, che per te le astruse formule di matematica o la poesia da parafrasare siano una passeggiata perchè le femmine sono SEMPRE brave.

Non riceverai una macchinina in regalo per il tuo terzo compleanno, nemmeno se ti piace far girare le ruote perchè è un regalo da maschi e le femmine amano i glitter, SEMPRE.

Non ti puoi vestire tutta di blu a meno di non avere i capelli lunghissimi, che non si sa mai al parco ti scambino per un maschio e questo sia fonte di vergogna altrui, del poveretto che sbaglia pronome perchè sono sicura che a te non te ne fregherebbe proprio nulla se puoi sporcarti, correre e giocare libera.

Non ti pagheranno allo stesso modo per un lavoro, uno qualsiasi.

Non diventerai mamma senza che tu venga considerata una santa, un’icona e quindi una che da quel momento in poi deve immolarsi ad una causa superiore. Non sarai più donna ma un agglomerato di stereotipi che ti staranno strettissimi ma che accetterai per non discutere sempre, perchè sarai stanca anche solo ad immaginare un mondo dove la maternità non sia nulla più di quello che è, scarica da tutte le aspettative altrui.

Non potrai vestirti come ti pare, ti sembrerà di sì ma ti proveranno mille volte il contrario. Sei troppo vestite, che donna rigida. Sei troppo poco vestita, che donnaccia volgare.

Non potrai dire quello che ti pare, ti sembrerà di sì ma ti proveranno mille volte che poi se ne pagano le conseguenze.

Ti insegnerei le parole lotta, parità e felicità a colazione e ti caricherei di aspettative di essere migliore di me prima di andare a dormire.

Ti chiederei di fare danza, dando per scontato che sei femmina e quindi la adorerai.

Ti chiederei di essere più forte, sempre e comunque.

Sbaglierei e tanto.

 

banner-8-non-una-di-meno-10

A te

A te che oggi mi manchi e chissà se capirai che sei proprio tu.

A noi mamme che abbiamo tutte una persona così da qualche parte, nella nostra precedente vita da non mamme.

“Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.”

C. Bukowski

A Carnevale la solidarietà vale

Faccio molta fatica ultimamente ad esserci.
In generale.
In tutti gli ambiti della mia vita personale.

Perché dopo anni, il lavoro è tornato ad essere una priorità a cui tengo davvero.

Grandi progetti escono dalle valige dei sogni se solo uno ha il coraggio di aprirle, quelle benedette valigie.

Io le ho spalancate, ho tirato fuori tutto e gli sto facendo prendere aria.

Ed ecco uscire un gruppo di blogger e donne del web che si uniscono per le buone cause, i buoni progetti, la nostra bella città di Bologna.

Il primo a cui parteciperò, sia in veste di sostenitrice della comunicazione che in veste di Magic Teacher, è la Festa di Carnevale per lottare al fianco di Ageop.

Una giornata in maschera, tra laboratori e spettacoli, a sostegno di Ageop Ricerca: una grande festa di Carnevale in programma domenica 26 febbraio 2017 al Mercato Sonato, in via Tartini 3 (zona San Donato) a Bologna.
L’ingresso costa 5 euro per gli adulti ed è gratuito per i bambini.

L’intero incasso sarà devoluto alla campagna #LOTTOANCHIO2017 di Ageop (Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica), che ha l’obiettivo di raccogliere 30.000 euro per garantire un anno di cura a tre bambini ammalati di tumore e offrire a loro e alle loro famiglie ospitalità gratuita nelle case dell’Associazione.

16836662_10211784165856823_2270584309272117181_o.jpg

Continua a leggere

I migliori podcast gratis, in inglese e per bambini

Questo non potevo non riproporlo anche qui 😉

Ecco la mia selezione di podcast per bambini in inglese, dove potreste ascoltare tantissime storie lette ad alta voce senza l’ansia da prestazione che spesso coglie i genitori quando si tratta di leggere per i propri figli in inglese.

La potete leggere qui: Language Factory – Piccoli Poliglotti Crescono

Ipse dixit: un papà, un progetto

Che l’infanzia sia la stagione delle perle lo sappiamo tutti noi genitori che giornalmente almeno un paio di volte ci ritroviamo piegati in due dalle risate dopo l’ennesima elucubrazione mentale serissima dei nostri figli.

Piccole menti che hanno tutto il mondo da scoprire e che riescono a disarmarti con quattro parole ben piazzate.

La sincerità estrema con cui ti mettono davanti ai tuoi difetti e, a volte, anche ai tuoi pregi.

“Mamma, come sei profumosa!”

“Mamma, ma come hai i capelli? sembri lo stendino” (peccato non mi sia fotografata per darvi prova visiva dei celebri capelli a stendino…)

Un vero peccato non lasciare traccia delle migliori uscite dei nostri figli.

Ci ha pensato un giovane papà che ha lanciato un progetto: una raccolta di chicche verbali nata come un gioco fra genitori, amorevolmente divertiti, ma consapevoli al tempo stesso che in futuro l’archivio di ipse dixit divertirà anche i loro figli ormai cresciuti.

Un progetto in crowdfunding, un gioco ma anche un sogno che sta per diventare realtà.

Per la pubblicazione su larga scala, manca pochissimo e possiamo aiutarlo qui: Ipse dixit

Seguitelo anche su FB!

15665587_1696873333956227_3246788843698122613_n